Sinpe: malnutrizione in ospedale e i costi per il Ssn

La malnutrizione correlata alla malattia interessa fino al 50% dei pazienti ricoverati, circa il 25% di quelli pediatrici, aumenta di 2,6 volte la mortalità, triplica il rischio di complicanze e allunga del 30% la degenza. Secondo le stime, questo fenomeno costa ai sistemi sanitari europei oltre 170 miliardi di euro l’anno e tra 2,5 e 10 miliardi al nostro Ssn.

Nel corso del congresso della Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo – Sinpe si è fatto il punto sui numeri della malnutrizione in ospedale e sulle frontiere della nutrizione clinica.

Una medicina di sistema

«Non significa solo mangiare poco, la malnutrizione è una condizione in cui l’organismo non riceve o non riesce a usare correttamente energia, proteine e nutrienti necessari per funzionare in modo adeguato», spiega Antonella Lezo, presidente Sinpe.

«Può colpire a qualunque età e si sviluppa spesso durante una malattia importante (come tumori, infezioni, interventi chirurgici, insufficienza d’organo o lunghe degenze ospedaliere), anche in persone in apparenza normopeso o sovrappeso.

La crescente consapevolezza dell’impatto clinico, umano ed economico della malnutrizione spinge la nutrizione clinica verso un nuovo riconoscimento: da supporto accessorio a infrastruttura terapeutica trasversale. Una medicina di sistema che influenza prognosi, complicanze, recupero funzionale, risposta ai farmaci, durata della degenza e qualità di vita lungo il continuum di cura.

Come evidenziato anche da Marco Silano dell’Istituto Superiore di Sanità, la nutrizione clinica è componente strutturale della medicina moderna, richiamando la necessità di modelli assistenziali sempre più integrati, multidisciplinari e personalizzati».

Disinformazione nutrizionale in oncologia

Tra i momenti di maggiore rilievo del congresso, la riflessione di Sinpe, Aiom e Favo sul futuro della ricerca nutrizionale oncologica, l’aggiornamento delle linee guida e il contrasto alle fake news. Secondo gli esperti, la disinformazione nutrizionale è un problema clinico concreto. Digiuni estremi, diete non validate ed esclusioni alimentari arbitrarie possono compromettere l’aderenza terapeutica e aggravare la perdita di massa muscolare.

Tendenze e frontiere della ricerca

Il congresso ha fatto, inoltre, il punto su molti trend emergenti. Nel campo delle cure intensivistiche la ricerca punta su nutrizione di precisione, microbioma e formule enterali innovative arricchite con fibre e componenti immunomodulanti: In chirurgia, inoltre, la nutrizione è ormai parte integrante del percorso perioperatorio.

Ampio spazio è dato anche al ruolo della nutrizione clinica nei due estremi della vita, nell’anziano fragile e nel neonato pretermine. In Italia gli over 65 sono circa il 24% della popolazione e la fragilità nutrizionale è tra i principali fattori associati a perdita di autonomia e ricoveri ripetuti.

I nuovi approcci integrano screening, valutazione della sarcopenia, nutrizione proteica personalizzata, continuità assistenziale ospedale-domicilio.

In età pediatrica la nutrizione è fondamentale non solo per la crescita, ma anche per lo sviluppo neurologico e immunitario. Dal neonato pretermine alla gestione di bambini con tumori o insufficienza intestinale cronica, la ricerca sta sviluppando strategie sempre più avanzate, con un ruolo chiave della presa in carico multidisciplinare e dell’assistenza domiciliare.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui