Presentato a Roma il 29 settembre, l’XI Rapporto Egualia ha messo a fuoco l’impatto delle dinamiche industriali e di mercato sulla spesa farmaceutica ospedaliera e sul sistema delle forniture sanitarie. Nel corso dell’evento, gli interventi istituzionali – dai videomessaggi del ministro della Salute Orazio Schillaci e del Commissario Europeo alla Salute Olivér Várhelyi, fino ai contributi del presidente di Aifa Robert Nisticò e del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato – hanno sottolineato l’urgenza di una governance al passo con i tempi.

Il riassetto delle procedure autorizzative e la revisione della legislazione farmaceutica europea mirano a tutelare l’autonomia strategica e la disponibilità delle molecole essenziali, evitando che strettoie burocratiche o tensioni economiche lungo la filiera mettano a rischio la continuità degli approvvigionamenti destinati alle strutture sanitarie.

Contrazione dei margini e saturazione delle gare

L’analisi economica presentata da Lucio Poma, capo economista di Nomisma, ha chiarito come il comparto stia entrando in una fase differente rispetto al passato: dopo anni di crescita sostenuta, si assiste a una frenata dei margini. L’aumento dei costi di produzione (oltre il +32%), trainato da energia e materie prime, sta mettendo a dura prova la tenuta delle aziende produttrici. Questo squilibrio si riflette sulle gare d’appalto per l’approvvigionamento ospedaliero.

Se nei primi anni dalla scadenza brevettuale la partecipazione alle gare si attesta su percentuali elevate, il continuo ribasso dei prezzi e la perdita di marginalità portano a una progressiva desertificazione: nell’ultimo anno si è registrato il picco del 21% di lotti andati deserti nelle procedure pubbliche d’acquisto. Per il sistema sanitario ciò comporta il rischio concreto di carenze di medicinali essenziali e la necessità di ricorrere a procedure d’urgenza extra-gara per garantire le forniture nei reparti.

Governance degli acquisti, risorse liberate e prospettive future

I dati presentati evidenziano la portata dell’impatto economico generato dal comparto: tra il 2016 e il 2025, l’uso di farmaci equivalenti e biosimilari ha liberato risorse per oltre 8,2 miliardi di euro a beneficio del Ssn risorse fondamentali per garantire la tenuta del sistema e sostenere l’accesso all’innovazione.

In prospettiva, l’analisi del Report evidenzia una finestra di opportunità decisiva: tra il 2026 e il 2028 è prevista la scadenza brevettuale di importanti molecole, ad alto impatto economico, che si stima possa generare un’ulteriore liberazione di risorse per circa 1,2 miliardi di euro.

Per valorizzare questa dote finanziaria e prevenire il rischio di lotti deserti e carenze, le evidenze del Report e le proposte emerse sollecitano una revisione delle regole di procurement pubblico, superando la logica del massimo ribasso a prezzo unico in favore di accordi quadro multi-aggiudicatario e prevedendo meccanismi di salvaguardia per i prodotti maturi ed essenziali a basso costo.

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