Prevenzione del tumore al seno: nuove evidenze sul tamoxifene a basse dosi

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology sancisce l’ingresso nella pratica clinica del tamoxifene a basse dosi come terapia post intervento per la prevenzione dei carcinomi mammari duttali in situ (DCIS), forma iniziale non invasiva che rappresenta circa il 25% di tutti i tumori alla mammella diagnosticati attraverso lo screening mammografico.

Il lavoro firmato da Sara Gandini (primo autore), epidemiologa e biostatistica, direttore dell’Unità di Epidemiologia Farmacologica e Molecolare dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, e Andrea De Censi, oncologo della Champalimaud Foundation di Lisbona, combina i dati individuali di tre studi clinici.

Lo studio presenta la casistica più ampia studiata fino a oggi: 1.545 pazienti seguite per oltre nove anni. I dati sono stati raccolti dalla Divisione di Prevenzione e Genetica Oncologica dello IEO, di cui sono responsabili Bernardo Bonanni e Aliana Guerrieri Gonzaga, in collaborazione con l’Ospedale Galliera di Genova e la Fondazione Champalimaud.

Lo studio

Nel complesso, il tamoxifene a basse dosi ha dimezzato significativamente gli eventi oncologici mammari, con un beneficio particolarmente evidente nelle donne in post menopausa, nelle quali si è osservata una riduzione del 59% del rischio di recidiva o nuovo tumore mammario rispetto alle donne senza terapia. Nelle donne in pre-menopausa, invece, il beneficio maggiore è stato osservato nella riduzione del 55% dei tumori insorti nella mammella opposta a quella già operata.

«Questi risultati dimostrano in modo definitivo che, nei carcinomi duttali in situ e nelle lesioni mammarie ad alto rischio, la diminuzione della dose della terapia anti-ormonale con tamoxifene permette di mantenere l’efficacia preventiva della dose standard, riducendo però in modo sostanziale gli effetti collaterali. Il tamoxifene a 5 mg al giorno, o a 10 mg a giorni alterni, può oggi essere considerato uno standard di cura preventivo dopo l’intervento chirurgico», afferma Andrea DeCensi.

Il beneficio del tamoxifene ad alte dosi (20 mg al giorno per cinque anni) è noto da decenni, ma il suo impiego clinico è stato limitato dalla tossicità, che include un aumento del rischio di tumore dell’endometrio, tromboembolia venosa, vampate, sintomi ginecologici e disturbi sessuali.

Lo studio risponde a interrogativi rimasti aperti, grazie a un’analisi combinata con il follow-up più lungo disponibile. I risultati mostrano che l’effetto protettivo del tamoxifene a basse dosi persiste per molti anni dopo la fine della terapia, senza incremento significativo degli eventi avversi gravi.

«Il nostro studio cambia realmente la pratica clinica perché elimina le principali incertezze sull’impiego del tamoxifene a basse dosi. Oggi sappiamo con maggiore precisione quali pazienti ne traggono il massimo beneficio e possiamo offrire una terapia preventiva più tollerabile e sostenibile nel lungo periodo», commenta Sara Gandini.

Prospettive future

Secondo i ricercatori, questi risultati aprono inoltre nuove prospettive per la prevenzione primaria nelle donne sane ma ad alto rischio di sviluppare un tumore mammario, per esempio per familiarità o presenza di lesioni precancerose.

«Il prossimo passo sarà valutare strategie di prevenzione sempre più personalizzate nelle donne ad alto rischio, soprattutto nelle pazienti più giovani, che spesso rifiutano il trattamento standard a causa degli effetti collaterali. Una terapia efficace e meglio tollerata potrebbe aumentare significativamente l’adesione alla prevenzione farmacologica. Allo IEO stiamo estendendo gli studi multicentrici con tamoxifene a basse dosi alle donne sane ad alto rischio familiare/germinale», conclude Bernardo Bonanni.

Il prossimo passo alla Fondazione Champalimaud è l’attivazione di un programma personalizzato di diagnosi precoce e determinazione del rischio con intelligenza artificiale per offrire una terapia preventiva efficace e sicura alle donne con rischio aumentato di sviluppare il cancro alla mammella.

Lo studio:
Gandini S, Guerrieri Gonzaga A, Serrano D et al. Low-Dose Tamoxifen in Noninvasive Breast Neoplasia: Long-Term Results From an Individual-Participant Data Pooled Analysis. J Clinical Oncol, 2026. Doi: https://ascopubs.org/doi/10.1200/JCO-26-00841

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