Il Centro Congressi La Nuvola di Roma fa da cornice al XLVII congresso nazionale Sifo, inaugurato il 5 novembre alla presenza di istituzioni, esperti e professionisti della sanità. La scelta simbolica della sede, sospesa tra le linee avveniristiche della struttura di Massimiliano Fuksas e lo sfondo storico della città, racchiude la missione dell’edizione di quest’anno: ripensare i modelli organizzativi del Servizio Sanitario Nazionale per renderli capaci di rispondere alle sfide della crescente complessità senza smarrire i principi fondanti di universalità ed equo accesso.
La visione del congresso e lo scenario della sanità
Nel suo intervento di apertura, la Presidente del Congresso, Alessandra Mecozzi, ha illustrato il valore concettuale del titolo “SIFO in Cloud”, metafora di una sanità del futuro multidimensionale e aperta verso l’esterno, sostenuta da fattori di cambiamento ineludibili: la transizione demografica, la trasformazione digitale, la spinta delle nuove tecnologie e il consolidamento della territorialità tracciato dal DM77 del 2022. Mecozzi ha richiamato la necessità di integrare tre dimensioni fondamentali – competenze scientifiche, visione gestionale e responsabilità etica – per superare la frammentazione dei silos e garantire percorsi assistenziali di reale valore.
A seguire, il presidente Sifo Arturo Cavaliere ha calato l’analisi sullo scenario economico e regolatorio italiano, evidenziando le pressioni che gravano sul SSN: dai 25 miliardi di spesa farmaceutica pubblica certificati nel 2025 (con uno sforamento sui tetti programmatici di 4,7 miliardi) ai 6,9 miliardi destinati ai dispositivi medici. Cavaliere ha sottolineato come la tenuta del sistema non passi da tagli lineari o razionalizzazioni, ma da tre pilastri di governo: prevenzione primaria, gestione integrata della domanda/offerta e governo puntuale della spesa legata all’invecchiamento e allo “tsunami” delle terapie avanzate.
Sostenibilità, valore e governo dell’innovazione
Al centro del confronto vi è il tema della sostenibilità economica, che deve orientarsi alla creazione di valore per il paziente attraverso la valutazione rigorosa dell’appropriatezza prescrittiva, dell’Health Technology Assessment (HTA) e dell’impiego consapevole dei dati sanitari integrati (real world data, fascicolo sanitario elettronico e analisi predittive sostenute dall’AI).
Il governo delle risorse impone di allocare le disponibilità laddove mancano risposte terapeutiche, trasferendo i criteri di valutazione dalle agenzie centrali e dall’Aifa fin dentro i processi organizzativi delle singole aziende sanitarie.
Il ruolo in evoluzione del farmacista ospedaliero e dei servizi territoriali
In questo contesto, il farmacista del SSN si attesta come figura di sintesi tra alta complessità clinica e territorialità. Cavaliere ha ricordato l’evoluzione della professione – dall’adozione dell’automazione e della robotica nella preparazione di farmaci sterili oncologici fino alla presenza nelle UFA e nelle Commissioni di Prontuario – rilanciando la centralità del farmacista nelle équipe multiprofessionali delle Case della Comunità e auspicando l’istituzione del farmacista clinico di dipartimento che sia anche prescrittore.
L’articolazione scientifica del Congresso – sviluppata lungo sei direttrici trasversali che uniscono innovazione, governance, farmacia clinica, management, One Health e cronicità – punta a definire linee d’azione condivise per consentire ai professionisti di guidare attivamente il cambiamento della sanità italiana.



