La prossima fase della competizione nel mercato dell’Hiv sarà definita non solo dal raggiungimento della soppressione virale, ma anche dal miglioramento dell’aderenza terapeutica, dalla riduzione del carico di trattamento e dall’offerta di opzioni più pratiche per i pazienti, con le terapie a lunga durata d’azione in prima linea. È quanto emerge da un’analisi di GlobalData, piattaforma leader nel settore dell’intelligence e della produttività.
GlobalData prevede che il mercato dell’Hiv nei sette principali mercati (Usa, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Giappone) crescerà da 26,4 miliardi di dollari nel 2023 a 30,6 miliardi di dollari nel 2033, con la crescente adozione delle terapie a lunga durata d’azione come uno dei principali motori di crescita.
Tra i risultati presentati alla 26ª conferenza internazionale sull’Aids (Aids 2026) figurano nuovi dati positivi relativi a cabotegravir/rilpivirina di ViiV Healthcare negli adolescenti che vivono con l’Hiv. Si tratta del primo regime terapeutico iniettabile completo a lunga durata d’azione approvato per l’Hiv ed è oggi autorizzato in Stati Uniti, Unione Europea, Giappone, Canada e altre regioni.
In adolescenti con Hiv la somministrazione del farmaco ogni due mesi ha dimostrato superiorità nella soppressione virologica rispetto alla terapia antiretrovirale orale quotidiana. Questi risultati rafforzano ulteriormente il ruolo delle terapie iniettabili a lunga durata d’azione nell’affrontare i problemi di aderenza e nel ridurre il peso associato all’assunzione quotidiana di farmaci per tutta la vita.
Sono stati inoltre presentati nuovi dati di fase III sulla combinazione orale sperimentale islatravir/lenacapavir (ISL/LEN), da assumere una volta a settimana e sviluppata da Gilead e Merck. Il trattamento è sulla buona strada per diventare la prima terapia orale settimanale per l’Hiv. Nei pazienti che hanno effettuato il passaggio da regimi orali standard giornalieri, ISL/LEN ha dimostrato una non inferiorità nel mantenimento della soppressione virologica rispetto alle terapie orali quotidiane.
Secondo Abigail Harris, analista di Malattie Infettive presso GlobalData, “le terapie a lunga durata d’azione per l’Hiv stanno diventando una categoria terapeutica sempre più competitiva. Sebbene l’efficacia rimanga essenziale, la differenziazione si sta ora spostando verso aspetti quali la comodità di somministrazione, i benefici in termini di aderenza e la capacità di migliorare l’esperienza complessiva del paziente”.
Sebbene le terapie antiretrovirali orali quotidiane restino altamente efficaci e rappresentino ancora lo standard di cura per molti pazienti, gli approcci a lunga durata d’azione potrebbero contribuire a risolvere alcune delle sfide persistenti associate al trattamento cronico dell’Hiv. Gli esperti intervistati da GlobalData hanno indicato che la riduzione del numero di compresse e della visibilità del trattamento rappresenta una priorità importante per molte persone che convivono con l’Hiv, soprattutto per chi sperimenta lo stigma associato all’assunzione quotidiana dei farmaci.
Le terapie a lunga durata d’azione potrebbero migliorare l’aderenza grazie alla riduzione della frequenza di somministrazione, consentendo al contempo una maggiore discrezione nella gestione della malattia. Tuttavia, gli esperti evidenziano anche che costi, rimborsabilità e infrastrutture sanitarie potrebbero rappresentare ostacoli significativi a una più ampia diffusione. Rispetto ai trattamenti orali, i prodotti iniettabili richiedono infatti esigenze aggiuntive in termini di produzione, conservazione e somministrazione.
La forte adozione di queste terapie dipenderà quindi da continui investimenti nelle infrastrutture sanitarie, nelle strategie di prezzo e nelle iniziative di accesso, affinché possano raggiungere tutti i pazienti che ne potrebbero beneficiare.
Harris conclude: “Le terapie orali settimanali offrono vantaggi in termini di produzione e distribuzione rispetto ai prodotti iniettabili. Tuttavia, il loro successo commerciale dipenderà dalla capacità di bilanciare l’accessibilità economica con il valore aggiunto derivante da una maggiore praticità e da una minore frequenza di somministrazione. Il futuro panorama competitivo sarà definito dai prodotti in grado di combinare solide prestazioni cliniche, maggiore comodità e accesso equo alle cure”.



