Colangite biliare primitiva, seladelpar rimborsabile per pazienti con risposta inadeguata a terapia di prima linea

Aifa ha ammesso la rimborsabilità di seladelpar in combinazione con acido ursodesossicolico (Udca) per il trattamento della colangite biliare primitiva in adulti che hanno risposta inadeguata al solo Udca o in monoterapia in pazienti che non tollerano Udca.

Seladelpar è un agonista orale del PPAR-delta, o delpar, una molecola che regola percorsi metabolici ed epatici critici. Dati preclinici e clinici indicano che seladelpar ha effetti anticolestatici, antinfiammatori, antipruriginosi e antifibrotici.

Il quadro della patologia

La colangite biliare primitiva è una malattia epatica cronica autoimmune e colestatica che colpisce principalmente le donne in età 45-65 anni. In Italia, la prevalenza è stimata in 27,9 casi per 100 mila abitanti, con incidenza annuale di 5,31 casi ogni 100 mila abitanti [1].

Può evolvere in fibrosi avanzata, cirrosi, fino a rendere necessario il trapianto di fegato.

I sintomi più comuni sono affaticamento e prurito cronico; quest’ultimo risulta particolarmente difficile da trattare tanto da compromettere profondamente la qualità di vita, interferendo con il sonno, il benessere psicologico, la vita lavorativa e le attività quotidiane.

L’approccio terapeutico

Manca una cura per la colangite biliare primitiva, i trattamenti hanno l’obiettivo di rallentarne la progressione e ridurre i sintomi correlati alla colestasi, come il prurito.
L’efficacia del trattamento è misurata principalmente con il miglioramento dei test biochimici epatici. Tra questi la normalizzazione dei livelli di fosfatasi alcalina (Alp), un importante marcatore di progressione della malattia nella colangite biliare primitiva [2].

Nonostante l’uso consolidato di acido ursodesossicolico (Udca) come terapia di prima linea, una proporzione di pazienti non ha la risposta biochimica desiderata. Ne consegue un maggiore rischio di progressione della malattia [3].

Lo studio Response

I risultati dello studio di fase 3 Response hanno evidenziato che il 62% dei partecipanti trattati con seladelpar ha raggiunto l’endpoint primario di risposta biochimica composita al mese 12, rispetto al 20% dei partecipanti trattati con placebo.

Seladelpar ha normalizzato i livelli di fosfatasi alcalina (Alp) nel 25% dei partecipanti al mese 12. Questo parametro è altamente predittivo degli outcome a lungo termine nella malattia. Questa variazione non è stata osservata in alcuno dei partecipanti trattati con placebo [4].

I pazienti trattati con seladelpar hanno mostrato anche riduzione statisticamente significativa del prurito rispetto al placebo. Dopo sei mesi di trattamento, i partecipanti che hanno iniziato lo studio con prurito da moderato a grave hanno avuto un miglioramento del prurito. Un miglioramento clinicamente significativo, rispetto a una diminuzione di 1,7 punti con il placebo [5].

I dati di sicurezza mostrano un profilo favorevole e una buona tollerabilità, con un’incidenza contenuta di eventi avversi [6].

«Questo importante risultato è un passo avanti verso un cambio di paradigma nella gestione della colangite biliare primitiva», dichiara Carmen Piccolo, executive country medical director di Gilead Sciences. «Non si tratta di agire solo sui parametri biochimici, ma di avere attenzione concreta alla qualità di vita dei pazienti».

Fonti:

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