Le Mici tra criticità diagnostiche e di presa in carico e nuove frontiere

Le malattie infiammatorie croniche intestinali – malattia di Crohn e rettocolite idiopatica – sono tra le sfide più complesse per i sistemi sanitari a livello mondiale, colpendo circa 7 milioni di persone nel mondo. In Italia mancano registri epidemiologici dedicati, ma si stimano circa 250.000 pazienti, con leggera prevalenza nel sesso femminile.

Ha fatto il punto su gestione clinica e innovazione tecnologica la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva (Sige) in occasione del congresso della Federazione Italiana delle Società delle Malattie dell’Apparato Digerente.

Età di insorgenza e approccio multidisciplinare

«Le malattie infiammatorie croniche intestinali colpiscono spesso in età giovane, con un decorso imprevedibile che richiede approccio multidisciplinare e presa in carico globale», ricorda il prof. Giovanni Monteleone, docente di Gastroenterologia, Dipartimento di Medicina dei Sistemi, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Il picco si concentra tra i 15 e i 40 anni e circa un quarto dei pazienti è minorenne al momento della diagnosi. Il decorso ha natura imprevedibile: può variare molto da paziente a paziente e nelle diverse fasi della malattia nello stesso paziente. Ciò rende indispensabili un monitoraggio costante e un approccio multidisciplinare strutturato, che coinvolga gastroenterologi, nutrizionisti, psicologi, dermatologi, reumatologi, oculisti e chirurghi.

Disuguaglianze territoriali, ritardi e necessità di governance

«Le Mici sono una sfida complessa per il Ssn, non solo per la crescente prevalenza, ma per l’impatto profondo che hanno sulla vita sociale e lavorativa delle persone”, ha poi dichiarato l’on. Ilenia Malavasi, membro della XII Commissione Affari Sociali della Camera. «Dall’ascolto delle associazioni dei pazienti – ha proseguito – emergono con chiarezza bisogni ancora insoddisfatti: disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure, ritardi diagnostici durante i quali la malattia progredisce e la qualità della vita precipita, e una continuità assistenziale tra ospedale e territorio ancora troppo frammentata.

Il compito del decisore politico è fare in modo che le innovazioni non diventino un ulteriore fattore di disuguaglianza: servono una governance solida dei dati sanitari, con il Fascicolo Sanitario Elettronico al centro della trasformazione, investimenti mirati sulla formazione del personale e un’integrazione uniforme delle nuove tecnologie nei percorsi diagnostico-terapeutici su tutto il territorio nazionale».

Presa in carico e aderenza terapeutica

La presa in carico è affidata principalmente ai centri di riferimento specializzati, dotati di strumenti avanzati per la diagnosi precoce e terapie farmacologiche innovative capaci di modificare il decorso delle malattie. Resta però irrisolta la criticità dell’integrazione tra centri specialistici, ospedali territoriali e medici di medicina generale. È un passaggio indispensabile per ridurre il ritardo diagnostico, che continua a colpire in particolare nella malattia di Crohn.

Nodo irrisolto anche l’aderenza terapeutica. Circa il 50% dei pazienti non segue correttamente le indicazioni terapeutiche, con aumento significativo del rischio di riaccensioni e complicanze. Sige caldeggia l’attivazione di programmi strutturati di educazione del paziente e supporto ai caregiver.

Intelligenza artificiale: nuove frontiere per diagnosi e personalizzazione della cura

L’IA apre scenari promettenti per diagnosi precoce e personalizzazione delle terapie, ma è la solidità delle evidenze scientifiche la bussola della Sige, che vigila sulla solidità delle evidenze prodotte dalla ricerca, promuove il trasferimento delle conoscenze dalla letteratura alla pratica clinica e facilita l’adozione di approcci terapeutici aggiornati. Strumenti chiave di questa missione sono l’elaborazione di linee guida basate su prove scientifiche, la diffusione attraverso congressi e pubblicazioni e la collaborazione con istituzioni sanitarie e associazioni di pazienti.

Gli algoritmi sviluppati in questo ambito possono rilevare lesioni infiammatorie minime, difficilmente visibili all’endoscopia tradizionale, e quantificare in modo oggettivo il grado di infiammazione intestinale, con ricadute su precisione del monitoraggio e identificazione precoce di aree a rischio neoplastico.

Le applicazioni dell’IA si estendono anche all’analisi istologica dei campioni bioptici: una valutazione più precisa del tipo e della quantità di flogosi consente di personalizzare i trattamenti. Nelle valutazioni radiologiche con entero-RMN ed entero-TC migliora la rilevazione di complicazioni precoci. La piena integrazione clinica di queste tecnologie richiede, però, ulteriori studi prospettici che ne validino i benefici clinici, la sostenibilità economica e l’impatto reale sulla qualità dell’assistenza.

Cambio al vertice in Sige

A conclusione del congresso nazionale Fismad, la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva ha eletto a nuovo presidente il prof. Edoardo Giovanni Giannini, professore ordinario di Gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Genova e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Clinica Gastroenterologica dell’Aom Irccs Policlinico San Martino.

Edoardo Giannini, presidente Sige

Il prof. Giannini è tra i più autorevoli esperti italiani nel campo dell’epatologia clinica e della gestione del paziente affetto da epatocarcinoma, adjunct full professor presso la Yale University School of Medicine e autore di oltre 400 pubblicazioni su riviste internazionali. Succede al prof. Luca Frulloni, professore ordinario di Gastroenterologia all’Università di Verona, che ha guidato la Sige negli ultimi tre anni consolidando il ruolo scientifico, istituzionale e federativo in Fismad e a livello europeo in seno alla United European Gastroenterology.

«La gastroenterologia italiana vive una profonda trasformazione: nuove terapie in epatologia e oncologia digestiva, l’impatto dell’IA su diagnostica ed endoscopia, la necessità di ripensare i percorsi di cura per le malattie infiammatorie croniche intestinali. In questo triennio lavoreremo per rafforzare il dialogo con le istituzioni sanitarie, investire sulla formazione dei giovani gastroenterologi e consolidare la collaborazione con le società federate in Fismad e con Ueg».

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