Il cuore oltre la frammentazione

Originaria dello storico comune di Raviscanina in provincia di Caserta la giovane farmacista Marianna Napoletano è adesso impiegata presso una struttura pediatria partenopea in capo a un percorso non privo di difficoltà ma lungo il quale è riuscita a trovare la sua autentica stella polare

Ogni piccolo o grande passo compiuto durante il corso di Laurea e poi in occasione del tirocinio e della specializzazione è servito alla farmacista casertana Marianna Napoletano non solo, com’è naturale, per ampliare il suo bagaglio di conoscenze scientifiche, ma soprattutto per sviluppare quella passione che in tempi più recenti l’ha condotta là dove esattamente voleva arrivare. Ovvero alla farmacia ospedaliera, che in questo caso è quella di una struttura specializzata in Pediatria e con sede a Napoli. È qui che le competenze ed esperienze maturate in precedenza stanno trovando una completa valorizzazione.

Marianna Napoletano

Quali interessi l’hanno orientata verso la specializzazione in Farmacia Ospedaliera?

L’interesse nei confronti delle attività tipiche di una Farmacia ospedaliera è nato a seguito dell’esperienza di tirocinio pre-laurea che ho svolto proprio presso una struttura di questo genere. Mi ha offerto infatti l’opportunità di entrare in contatto con un contesto che ritengo estremamente stimolante. Non meno importante da questo punto di vista è stata però la passione e in particolare quella per l’area della galenica oncologica. Col tempo, ho avuto l’occasione di poterla approfondire e coltivare grazie alla partecipazione a gruppi multidisciplinari organizzati all’interno dell’ospedale.

Nel suo percorso di formazione, ritiene di avere vissuto altre esperienze rivelatesi determinanti per arrivare alla sua posizione attuale?

Determinante per tracciare il mio cammino e rendermi consapevole della direzione che volevo intraprendere è stata proprio la tesi di laurea, per redigere la quale ho deciso di affrontare una tematica quanto mai delicata qual è il trattamento farmacologico della leucemia linfoblastica acuta in età pediatrica, in seguito anche a una toccante vicenda familiare vissuta in prima persona. È stato nei periodi dedicati alla stesura della tesi che mi si è presentata l’occasione di frequentare il reparto di Ematologia entrando contestualmente a fare parte del team multidisciplinare per la gestione del percorso di cura del paziente: dalla diagnosi alla scelta del protocollo più idoneo; sino alla preparazione dei farmaci nelle Unità antiblastici e quindi alla loro somministrazione. Si tratta di un curriculum al tempo stesso complesso e completo che ha contribuito via via a farmi avvicinare con decisione crescente alla ricerca e mi ha reso sempre più consapevole di quali siano le mie attitudini.

Quali sono, invece, le criticità in cui si imbattono da un lato gli specializzandi e dall’altro i neospecializzati?

Nonostante i progressi registrati in tempi più o meno recenti, uno specializzando si trova tuttora a fare i conti in talune circostanze con problematiche come la rotazione annuale fra differenti strutture ospedaliere e territoriali, che influiscono sulla frammentazione del suo cursus formativo. Sotto questo aspetto ritengo che un miglioramento significativo potrebbe verificarsi se solo si riuscisse a garantire la continuità dell’impiego presso una sola farmacia, sia essa ospedaliera oppure territoriale. Un’ulteriore e purtroppo ben nota criticità riguarda inoltre la remunerazione degli specializzandi. Essa è legata alle poche borse di studio assegnate e questo è un elemento demotivante, rispetto alla scelta della specializzazione, in quanto le ore di tirocinio e quelle di studio sono molte e non consentono certo di farsi carico di altri impegni professionali retribuiti.

Quanto poi ai neospecializzati, invece, molte delle difficoltà del passato sono state superate con successo. Per esempio, l ‘accesso al mondo del lavoro è facilitato dai concorsi che vengono indetti con più regolare periodicità. E ciononostante, causa la carenza di personale nelle farmacie ospedaliere, il neo-specialista si ritrova a non ricevere un adeguato supporto durante i suoi primi anni di lavoro. Questo significa che dovrà autonomamente comprendere e applicare le procedure aziendali, sviluppare una comunicazione efficace per inserirsi nell’ambiente di lavoro, prendere decisioni rapide e giuste in situazioni di emergenza, familiarizzare con i software che generalmente differiscono da un’azienda all’altra e per finire mantenersi aggiornato attraverso la partecipazione a programmi di formazione. Per quanto riguarda l’ultimo aspetto e naturalmente in base alla mia personale esperienza, di grande aiuto è SIFO, che mette a disposizione tanto degli specializzandi quanto dei neo-specialisti e degli strutturati una varietà di corsi mirati a favorire il loro sviluppo professionale.