Javad Parvizi, professore di Chirurgia Ortopedica all’Acibadem University di Istanbul, professore emerito alla Thomas Jefferson University di Filadelfia e massimo esperto nello studio e nell’approccio alle infezioni ortopediche, è intervenuto all’auditorium dell’Irccs Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano con due lezioni magistrali. Due i temi affrontati: l’upgrading del congresso 2025 dell’International Consensus Meeting (Icm) e il nuovo ruolo del microbiota quale potenziale trigger di infezione.
L’incontro è stato organizzato e moderato dal prof. Luigi Zagra, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Protesica dell’Anca e del Ginocchio all’Istituto Clinico San Siro e responsabile scientifico dell’Unità Operativa di Chirurgia dell’Anca I all’Irccs Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano ed è parte di una serie di eventi con ospiti internazionali volti allo sviluppo della migliore pratica clinica e della ricerca in ambito ortopedico.
L’innovazione al servizio dell’abbattimento delle infezioni
Portare un aggiornamento di alta qualità, basato su evidenze scientifiche e consenso tra esperti, fornire raccomandazioni per il corretto approccio alla diagnosi e al trattamento, sfruttando, per esempio, nuove tecniche performanti come tecnologie Next-Generation Sequencing con l’analisi di DNA e RNA, analisi molecolari e soluzioni per la ricerca di battersi specifici, o strumenti di intelligenza artificiale.
Obiettivo: rendere l’innovazione azione e strumento per abbattere sensibilmente il rischio di infezioni ortopediche, quindi implementare strategie di prevenzione, diagnosi e trattamento, orientati in particolare alle protesi articolari, in certi contesti all’uso di rivestimenti protettivi della protesi o al corretto uso di dispositivi che possono incidere sul rischio infettivo durante l’atto chirurgico.
Sono alcune delle oltre 200 raccomandazioni emerse all’Icm, che cambiano l’approccio e lo scenario delle infezioni ortopediche.
Ne abbiamo parlato con il prof. Parvizi.
Esiste una predisposizione genetica allo sviluppo di infezioni del sito chirurgico (SSI)/infezioni periprotesiche articolari (PJI)?
I geni potrebbero avere un ruolo potenziale, tuttavia la raccomandazione attuale non è robusta né definitiva. Mancano a supporto studi sufficienti e di alta qualità.
Lo screening universale e la decolonizzazione per lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (Mrsa) possono avere un ruolo nei pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica maggiore?
Non vi sono prove a sostegno dell’uso di queste metodiche, bensì in relazione ai costi contenuti dei moderni protocolli di decolonizzazione l’indicazione è di procedere alla decontaminazione nasale universale in tutti i pazienti sottoposti a interventi ortopedici maggiori, preferibilmente utilizzando un agente antisettico non antibiotico.
Qual è la profilassi antibiotica ottimale per i pazienti allergici alla penicillina?
È sicuro e appropriato somministrare una cefalosporina di prima generazione (cefazolina) come profilassi antibiotica di prima linea in sala operatoria, anche in caso di documentata allergia alla penicillina.
Quali sono i fattori di rischio modificabili per le infezioni postoperatorie nei pazienti sottoposti a interventi di chirurgia ortopedica maggiore?
Le evidenze portano a selezionare oltre venticinque fattori di rischio modificabili, associabili ad aumento del rischio di infezione di SSI e PJI, in ambito di chirurgia ortopedica maggiore. Tra questi e tra i più comuni: fumo, obesità, diabete, anemia e malnutrizione, ulteriormente potenziati dall’esposizione (al rischio) di alcolismo, carenza di vitamina D, profilassi antibiotica preoperatoria, artrite reumatoide, uso di corticosteroidi, anticoagulanti, scarsa igiene dentale, infezione da Hiv, infezione delle vie urinarie, preparazione del sito chirurgico, ambiente della sala operatoria, durata dell’intervento, depressione, storia di utilizzo di inibitori della pompa protonica (PPI), oppioidi, fragilità e comorbilità mediche come insufficienza cardiaca congestizia, malattie polmonari, renali ed epatiche croniche.
Ruolo del microbiota
Tra i nuovi fattori che stanno destando attenzione in contesti di infezione, in ambito ortopedico, sta acquisendo rilevo il microbiota, come è emerso anche dagli statement del congresso e dalle parole del prof. Parvizi.
Il microbiota intestinale ha un ruolo nello sviluppo di infezioni dell’SSI) e/o delle PJI nei pazienti sottoposti a interventi di chirurgia ortopedica maggiore?
Esso contribuisce in particolare nei pazienti con disbiosi intestinale nota, come una malattia infiammatoria intestinale (IBS) o precedente infezione da Clostridium difficile, a innescare e sostenere lo sviluppo di infezioni in entrambi i contesti (SSI e PJI).
L’uso di agenti probiotici ha un ruolo nella prevenzione delle infezioni dell’SSI e nelle PJI, dopo interventi di chirurgia ortopedica maggiore?
Questa strategia terapeutica può avere un ruolo di supporto nella prevenzione delle infezioni in entrambi i siti, dopo interventi di chirurgia ortopedica maggiore, grazie all’azione modulante dei probiotici sul microbiota intestinale, al rafforzamento delle risposte immunitarie e all’attenuazione della disbiosi microbica.
Dobbiamo esser consapevoli che il 90% delle infezioni del paziente sono correlate alla persona stessa, alla presenza di agenti infettivi sulla superficie cutanea o a microrganismi interni all’organismo.
È necessario agire per ridurre questo aspetto, altamente critico, puntando all’attenzione e alla cura della decolonizzazione del naso e della decontaminazione del sito chirurgico. Inoltre, occorre considerare la somministrazione pre e post chirurgia di probiotici.
Ciò a significare che il vero fattore di rischio, ancor più che dentro la sala operatoria o alle procedure chirurgiche, risiede nel paziente. A esso dovranno puntare nuove azioni e strategie contenitive di abbattimento delle probabilità di infezione».



