Il nuovo volto della farmacia ospedaliera

Un nuovo concetto di farmacia: tecnologica, integrata, punto di (s)nodo cruciale per la buona governance del farmaco nella complessità delle strutture ospedaliere e dei reparti. Fondamentale la figura del farmacista clinico e ospedaliero per l’ottimizzazione e la vigilanza lungo l’intera catena del farmaco, compreso degli stupefacenti e delle nuove terapie.

In ottemperanza alla riorganizzazione del Ssn e in ottica di sostenibilità, evolve anche la figura del farmacista ospedaliero e il suo ruolo dentro al team di sanitari che si occupano della gestione e dell’accompagnamento del paziente nel percorso di cura.

Figura essenziale e non sostituibile da cui dipendono molte responsabili e scelte decisionali strategiche, non solo cliniche e gestionali ma anche di farmacoeconomia. Sono alcune delle tematiche emerse durante l’evento “Governance e salute: il nuovo volto della farmacia ospedaliera”, tenutosi a Milano presso l’Istituto Europeo di Oncologia.

Rivalutazione edilizia e non solo allo IEO

Tecnologie all’avanguardia, spazi conformi e adeguati a attività cliniche, gestionali e di ricerca sono le credenzialità del progetto edilizio, da poco concluso, della nuova farmacia di IEO, che ha messo le fondamenta a fine del 2010, sostenuto negli anni 2019-2020 dal varo di un piano di investimenti importante che hanno consentito, ancora prima della farmacia, di portare a compimento varie strutture: il Pronton Center, il nuovo blocco operatorio (IEO 3), ma anche di introdurre tecnologie informatiche e di potenziare il programma di clinical trial.

Il progetto, ambizioso, si concluderà con un’ultima tappa: la realizzazione del nuovo IEO4 in cui saranno collocati ricerca e ambulatori. Obiettivo è mantenere IEO un riferimento nazionale e internazionale, in coerenza con gli sviluppi oncologici, nuove tecniche chirurgiche, terapie innovative che stanno rivoluzionando i paradigmi di cura del paziente.

In questo percorso di rinnovamento rientra con un ruolo cruciale la nuova farmacia di IEO, capace di dare un contributo importante alla catena del valore in termini di nuovi percorsi clinici e impatto sulla governance dei sistemi.

Un ruolo di primo piano

La farmacia è strategia nell’ecosistema di un ospedale: permette di (man)tenere sotto controllo quanto avviene all’interno della struttura. IEO punta, con la nuova farmacia, a mantenere alto, finanche a elevare il livello delle eccellenze italiane, facendo in modo che diventino patrimonio comune superando le attuali divergenze e criticità regionali e territoriali. Il farmacista clinico e ospedaliero può impattare sensibilmente su questo obiettivo in termini di governance e outcome di salute, quindi anche del Ssn.

In Lombardia, in Consiglio Regionale nella legge di bilancio, è stato approvato all’unanimità un percorso che attribuisce ancora maggior valore al ruolo del farmacista in termini di governance e di collaborazione multidisciplinare con clinici e professioni sanitarie all’interno di una rete che, nella filiera, impatta sullo stesso ospedale e sul territorio, profilando la farmacia ospedaliera come un hub clinico-assistenziale che unisce i vari ospedali regionali.

In quest’ottica Regione Lombardia e istituzioni hanno il compito di aiutare i professionisti della salute, farmacista ospedaliero compreso, a lavorare meglio, cercando di fare rete tra le professioni sanitari (clinici, rappresentanti del management e istituzioni) per garantire la sostenibilità del Ssn. Quest’ultimo deve esser visto e interpretato come un luogo dove il Patto Sociale verso i cittadini sia sempre più rafforzato, favorito anche da nuovi farmaci e tecnologie (intelligenza artificiale, robotica), che nel corso degli anni hanno permesso l’incremento di 3 mesi di vita in più ogni anno, invitando a migliorare ulteriormente l’accesso al servizio sanitario universalistico, in ottica di una longevità più sana.

L’evoluzione

Il cambiamento del Ssn impone importanti rinnovamenti organizzativi all’interno delle strutture, compreso della farmacia ospedaliera che è un pilastro essenziale nelle organizzazioni sanitarie. La trasformazione del Ssn in corso punta a una nuova assistenza territoriale, agendo su diversi fronti. Liste di attesa, Pronto Soccorso, potenziamento e implementazione di nuovi servizi, tra cui anche quello della farmacia ospedaliera che sta evolvendo verso un sistema di logistica integrata, grazie a sistemi robotici, che oltre a favorire la governance economica mettono in sinergia la farmacia con i clinici, tramite sistemi di IA, per esempio.

Occorre, tuttavia, avere ben presente che dietro e dentro il concetto di governance, c’è sempre una persona che non ha bisogno solo di una terapia efficace, ma di essere vista, accompagnata, ascoltata e non lasciata sola: un ruolo ben adempiuto dal farmacista ospedaliero e sul territorio da associazioni pazienti e enti del terzo settore che colmano le necessità fra la cura clinica e il bisogno reale delle persone. Il welfare non finisce dove termina la valutazione sanitaria, un sistema sanitario davvero trasformato e sostenibile deve saper riconosce il valore di chi lavora accanto alla clinica, non solo per essa.

Farmacista ospedaliero: responsabilità e nuovi compiti del presente e nel futuro

La figura del farmacista ha molte sfaccettature, è trasversale sia all’ambito territoriale che ospedaliero in cui diviene punto di riferimento per Direzione Sanitarie e Generale. Regione Lombardia nel 2026 ha affidato un compito importante ai farmacisti ospedalieri: promuovere in modo concreto i farmaci biosimilari e lo svolgimento di altre nuove attività che si delineeranno nel prossimo futura.

Per esempio, a fronte dell’acquisizione di una riforma strutturale che sta portando sempre più l’ospedale sul territorio, tramite le Case di Comunità, il farmacista – come indicano anche le ultime direttiva Agenas (Agenzia Nazionale per i Ssr) – è essenziale per la distribuzione diretta del farmaco, per il supporto al cittadino/paziente all’uso corretto delle terapie, facendo educazione e counselling.

Pertanto, il ruolo del farmacista è indispensabile e non sostituibile: nell’era dell’IA, egli deve mantenere un ruolo forte sia all’interno dell’ospedale ma anche nei confronti dei cittadini, i quali così come chiedono consigli al farmacista territoriale, al pari chiedono al farmacista ospedaliero informazioni sulla somministrazione, eventuali effetti collaterali di un trattamento. Inoltre, il farmacista collabora con Aifa e Regione in ambito di farmacovigilanza, con un ruolo importante a livello regionale e nazionale circa l’introduzione e il prossimo arrivo di nuove terapie e dispositivi.

La sorveglianza che può fare il farmacista è preziosa anche per ridurre rischi prevenibili. Inoltre, l’impatto del farmacista a breve termine si associa alle disposizioni ministeriali: ad esempio il prossimo decreto sulla gestione degli stupefacenti assegna, oltre che alla Direzione Sanitaria, un ruolo cruciale al farmacista ospedaliero in ambito di gestione delle giacenze, corretta registrazione dei farmaci. Sia in ambito ospedaliero che territoriale, emergono l’importanza e la capacità del farmacista nel fare governance, attraverso i reparti; Regione Lombardia chiederà in particolare nella proposta di decreto che si sta portando avanti di segnalare/identificare gli aspetti su cui gli ospedali sono pronti e quelli si cui sono ancora carenti.

Altra futura azione che vedrà coinvolto il farmacista, specificatamente il farmacista territoriale è il Datamatrix. Regione Lombardia chiederà una attivazione a partire dai primi di febbraio 2027, secondo obblighi nazionali e europee, circa la distribuzione diretta a tutti i livelli: dalle Case di Comunità a ogni contesto in cui una confezione riporta un datamatrix, ciò esclude pertanto le entrate in magazzino e il consumo nei reparti di degenza dove sarebbe necessaria una completa riorganizzazione degli ospedali e delle strutture sanitarie anche da un punto di vista tecnologico per il flusso dei farmaci.

Fondamentale, infine, è il ruolo del farmacista nei Comitati Etici, non solo in ambito di studio clinico ma anche di post-market, in cui dovrà essere potenziato e definito il ruolo del farmacista all’interno delle buone pratiche nella ricerca in cui persistono alcune criticità. Tra queste il contratto unico per quanto riguarda la sperimentazione clinica; allo stato attuale ogni struttura attiva infatti un proprio contratto, mentre l’obiettivo è realizzare un documento che non venga/non necessiti di essere modificato a livello di direzione generale, velocizzando così le sperimentazioni. Questo richiede e sottolinea l’importanza di occasioni e momenti di formazione, come l’attuale, che permettano un libero confronto che metta in luce le esigenze dei farmacisti ospedalieri, quindi tradurle in misure gestionali e regolatorie efficaci.

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