Glioblastoma, bersaglio italiano nel progetto Tepov

Un nuovo bersaglio terapeutico per il glioblastoma sarà al centro di Tepov, progetto guidato dal prof. Giovanni Marfia e ospitato dalla biotech milanese Andremacon. Selezionato dallo European Research Council nell’ambito degli ERC Starting Grants 2026, Tepov studierà la variante EV-3 dell’eritropoietina e l’anticorpo monoclonale AND-C4 con l’obiettivo di contrastare la resistenza tumorale e riattivare la risposta immunitaria.

Perché il glioblastoma resta una sfida

Il glioblastoma è il tumore cerebrale primario più frequente e aggressivo nell’adulto. Nonostante i progressi nella comprensione della malattia, lo standard terapeutico è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi vent’anni e la sopravvivenza mediana dei pazienti è di circa quindici mesi.
Tra gli ostacoli principali ci sono il microambiente ipossico e immunosoppressivo e la presenza di cellule con caratteristiche staminali, capaci di favorire crescita, resistenza ai trattamenti e recidiva.

EV-3, il nuovo bersaglio molecolare

Al centro della ricerca c’è EV-3, una forma anomala e tronca dell’eritropoietina generata attraverso splicing alternativo. Nel contesto tumorale, EV-3 sembra sostenere l’aggressività del glioblastoma: è prodotta soprattutto dalle cellule staminali tumorali, una popolazione minoritaria ma cruciale, in grado di resistere alle terapie, alimentare la recidiva e condizionare l’intero ecosistema tumorale.

A rendere EV-3 particolarmente interessante è la sua selettività: nei campioni preliminari è risultata associata al glioblastoma, ma non rilevabile nel cervello sano e nei gliomi di basso grado. Inoltre, livelli circolanti più elevati di EV-3 nel sangue si associano al volume tumorale e a una prognosi più sfavorevole, indicandone il potenziale sia come bersaglio terapeutico sia come biomarcatore.

Su questa scoperta Andremacon ha costruito una piattaforma tecnologica proprietaria e sviluppato AND-C4, un inibitore progettato per riconoscere selettivamente EV-3, con un’affinità per la variante patologica circa cento volte superiore rispetto all’eritropoietina nativa. I risultati preclinici indicano la possibilità di colpire le popolazioni tumorali più aggressive e resistenti, risparmiando al tempo stesso le cellule sane.

Modelli più vicini ai pazienti

Tepov svilupperà GBO³D, una piattaforma tridimensionale derivata dai pazienti che integrerà organoidi, microfluidica e tecnologie lab-on-chip per ricostruire non solo il tumore, ma anche il suo ecosistema: tessuto cerebrale, barriera emato-encefalica, compartimento vascolare e sistema immunitario. Un vero “tumore su chip”, pensato per osservare come la malattia interagisce con l’ambiente circostante e sfugge ai trattamenti.

«Per anni nella ricerca sul glioblastoma siamo riusciti a curare molto bene i modelli sperimentali, molto meno i pazienti. Tepov nasce dalla necessità di ridurre questa distanza: prima di chiedere a una nuova terapia di funzionare nell’uomo, dobbiamo metterla alla prova in modelli che assomiglino molto di più alla malattia che incontriamo nel paziente», spiega il prof. Marfia, Principal Investigator di Tepov.

«Il glioblastoma non è semplicemente una massa di cellule tumorali: è un ecosistema. Al suo interno, popolazioni cellulari relativamente piccole possono comportarsi come un centro di comando della malattia, contribuendo alla resistenza alle terapie, alla soppressione della risposta immunitaria e alla recidiva. La grande novità consiste nel colpire selettivamente uno dei segnali attraverso cui questo ecosistema viene mantenuto, con l’ambizione non soltanto di attaccare il tumore, ma di riprogrammare e sovvertirne il microambiente dall’interno spegnendone l’aggressività».

Il riconoscimento europeo

Gli ERC Starting Grants sono tra i finanziamenti europei più competitivi dedicati alla ricerca di frontiera. Nel bando 2026 sono state presentate 4.807 proposte, di cui 421 finanziate, per un tasso di successo dell’8,8% e un investimento complessivo di 705 milioni di euro.

Per Andremacon, il finanziamento ha un valore particolare: la biotech milanese è l’unica PMI tra le Host Institution dei progetti ERC Starting Grant finanziati nel 2026, mentre Tepov è l’unico progetto italiano selezionato nel panel LS7 – Prevention, Diagnosis and Treatment of Diseases. Un doppio primato che porta una tecnologia sviluppata in Italia al centro della ricerca europea di frontiera.

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