I risultati di fase III di tozorakimab, inibitore dell’interleuchina-33 (IL-33), nella broncopneumopatia cronica ostruttiva rafforzano l’ipotesi di una nuova classe di trattamenti biologici in grado di andare oltre i pazienti definiti dai livelli di eosinofili.
L’efficacia costante osservata negli studi Oberon e Titania, compresi i pazienti con bassi livelli di eosinofili, potrebbe ampliare la popolazione trattabile e intensificare la competizione in un mercato in cui i biologici attualmente disponibili sono concentrati soprattutto sui pazienti con infiammazione di tipo 2.
AstraZeneca ha presentato i risultati completi nel corso del congresso 2026 della European Respiratory Society a Barcellona, con pubblicazione sul New England Journal of Medicine.
Zaid Mahmood, analista Healthcare di GlobalData, ha commentato: «con i risultati di Oberon e Titania, tozorakimab mette in discussione l’assunto secondo cui i biologici per la Bpco debbano necessariamente essere limitati ai pazienti con elevati eosinofili per essere efficaci. La coerenza dei risultati in due studi replicati rende questo uno dei programmi di ricerca più solidi documentati negli ultimi anni nella Bpco».
Tozorakimab ha ridotto il tasso di riacutizzazioni negli ex fumatori in entrambi gli studi citati rispetto al placebo. L’analisi dei sottogruppi in base alla conta degli eosinofili nel sangue (BEC) è, però, il dato più rilevante. Il beneficio si è mantenuto anche in pazienti con bassi livelli di eosinofili, popolazione nella quale la maggior parte dei biologici per Bpco ha storicamente dato risultati limitati, aumentando con l’aumentare dei livelli di eosinofili.
I dati di sicurezza hanno inoltre evidenziato buona tollerabilità del farmaco, con interruzioni del trattamento dovute a eventi avversi gravi poco frequenti e comparabili tra i due studi.
«È la prima volta che un biologico per Bpco mostra efficacia lungo tutto lo spettro eosinofilico, inclusi i pazienti con valori inferiori alla soglia di 150 cellule/μL e indipendentemente dallo status di fumatore. È un importante elemento distintivo rispetto agli altri biologici attualmente approvati sul mercato».
I risultati arrivano mentre la Fda ha accettato la domanda di autorizzazione biologica di tozorakimab con procedura di revisione prioritaria, con decisione attesa nel primo trimestre del 2027. In parallelo, il medicinale è in fase di valutazione regolatoria anche in UE e Cina.
La situazione pone tozorakimab in vantaggio rispetto ad altri candidati anti-IL-33 e rafforza l’ingresso di AstraZeneca nel mercato dei biologici per Bpco.
«Dimostrando benefici lungo tutto lo spettro eosinofilico, tozorakimab è in posizione favorevole per diventare il primo biologico approvato per un’ampia popolazione di pazienti con Bpco, anziché per il solo segmento più severo servito dalle terapie attualmente disponibili. GlobalData prevede che il mercato della Bpco nei sette principali mercati raggiungerà un valore superiore a 30 miliardi di dollari entro il 2034».



