Aromatogramma, dal Gemelli il primo protocollo standardizzato per testare gli oli essenziali contro i batteri

biofilm e batteri
(immagine: Canva)

Gli oli essenziali potrebbero trovare un ruolo sempre più definito nella ricerca microbiologica grazie a un nuovo protocollo che punta a standardizzarne la valutazione dell’attività antimicrobica. A metterlo a punto è il gruppo di Microbiologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, che ha pubblicato su STAR Protocols una metodica per misurare l’efficacia degli oli essenziali contro i batteri patogeni, un approccio definito aromatogramma, in analogia con il tradizionale antibiogramma.
L’obiettivo è superare uno dei principali ostacoli che limitano la ricerca in questo campo: l’assenza di procedure condivise tra laboratori, che rende difficile confrontare i risultati ottenuti nei diversi studi.

Un metodo standard per valutare l’attività antimicrobica degli oli essenziali

Per gli antibiotici esistono da tempo protocolli internazionali, definiti dallo European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing (Eucast), che consentono di determinare la concentrazione minima inibente (Mic), cioè la quantità minima di farmaco necessaria per bloccare la crescita di un batterio.
Per gli oli essenziali, invece, mancava una metodologia standardizzata. La loro natura chimica, infatti, rende le analisi complesse. Si tratta di miscele di sostanze volatili, idrofobe e sensibili all’ossidazione, caratteristiche che possono influenzare i risultati sperimentali se non si adottano protocolli rigorosi.

Il team dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs ha così adattato la metodica della microdiluizione in brodo alle peculiarità degli oli essenziali, definendo ogni fase del processo, dalla preparazione delle miscele alla standardizzazione dell’inoculo batterico fino alla lettura della Mic.
Il protocollo è stato validato su 14 oli essenziali, cinque ceppi batterici di riferimento e 250 isolati clinici appartenenti alle principali specie di interesse medico.

«Perché un risultato scientifico possa essere realmente utile, deve poter essere riprodotto ovunque – osserva il prof. Maurizio Sanguinetti -. Il nostro obiettivo non era dimostrare che un olio essenziale funzioni meglio di un altro, ma mettere a disposizione della comunità scientifica uno strumento condiviso, rigoroso e riproducibile.
Solo attraverso protocolli comuni sarà possibile confrontare i risultati ottenuti nei diversi laboratori e costruire evidenze solide per un eventuale impiego degli oli essenziali».

Il protocollo del Gemelli alla base di un progetto europeo

Lo studio, coordinato dalla dott.ssa Maura Di Vito, dalla prof.ssa Brunella Posteraro e dal prof. Maurizio Sanguinetti, è il punto di partenza del progetto internazionale Eco (Essential oil Cut-Off), promosso dalla Microbiologia della Fondazione Policlinico Gemelli.
L’iniziativa punta a realizzare la prima standardizzazione inter-laboratorio dell’attività antimicrobica degli oli essenziali attraverso kit sperimentali condivisi e una piattaforma web comune per raccogliere e confrontare i dati prodotti dai centri partecipanti.
La metodologia, spiegano i ricercatori, ha già suscitato interesse nella comunità scientifica internazionale.

aromatogramma Policlinico Gemelli
Da sinistra: Melinda Mariotti, Maurizio Sanguinetti, Brunella Posteraro, Maura Di Vito, Mattia Di Mercurio

«Pochi giorni dopo la comparsa dell’articolo – ricorda Di Vito – siamo stati contattati da importanti gruppi internazionali, che ci hanno ringraziato per aver trovato, proprio nel protocollo pubblicato, le indicazioni metodologiche necessarie per proseguire i loro lavori sperimentali. Sapere che il protocollo viene già applicato con successo da altri gruppi di ricerca è probabilmente la conferma più concreta della sua utilità».

«La pubblicazione del protocollo rappresenta un punto di partenza, più che un punto di arrivo. L’obiettivo ora è costruire una rete internazionale capace di produrre dati realmente confrontabili. Solo attraverso metodologie condivise sarà possibile trasformare un settore ancora frammentato in un ambito di ricerca sempre più solido e trasferibile», aggiunge Posteraro.

L’obiettivo del progetto Eco è definire valori condivisi di cut-off epidemiologici per gli oli essenziali, favorendo studi multicentrici e creando basi scientifiche più solide per un loro possibile impiego futuro nella ricerca microbiologica e, in prospettiva, nella medicina integrata.

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