Atezolizumab, approvato uso in terapia adiuvante in carcinoma polmonare iniziale non a piccole cellule

La Commissione Europea approva l’uso di atezolizumab in terapia adiuvante, in pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) ad alto rischio di recidiva*, dopo resezione completa e chemioterapia a base di platino.
Si tratta della sesta indicazione della molecola per il carcinoma polmonare in Europa, a cui si aggiunge la recente approvazione AIFA dell’estensione all’uso in monoterapia per il trattamento di prima linea del NSCLC in stadio metastatico con elevata espressione di PD-L1.

Indicazioni

Tumori che esprimono un livello di PD-L1≥50% e non presentano NSCLC con mutazione EGFR o ALK-positivo. È questa l’indicazione all’uso di atezolizumab, la prima e unica immunoterapia antitumorale disponibile in Europa nel trattamento del carcinoma polmonare in fase iniziale che presenta le succitate caratteristiche. L’approvazione riceve il consenso e il plauso della classe medica che allarga la platea di pazienti candidabili a trattamento.

«I pazienti italiani con NSCLC avanzato possono già usufruire di atezolizumab, grazie alla recente approvazione di AIFA dell’estensione di indicazione per il trattamento di prima linea del carcinoma in stadio metastatico con elevata espressione di PD-L1. Indicazione – spiega Filippo de Marinis, direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano – fa seguito ai risultati dello studio IMpower110, da cui emerge un miglioramento significativo della sopravvivenza globale (OS), con una diminuzione del 31% del rischio di morte e oltre il 60% dei pazienti vivi a un anno. Ulteriori aspetti a favore dono rappresentati dai profili di efficacia e safety che differenziano l’opportunità di disporre oggi di atezolizumab anche nella prima linea di trattamento».

All’approvazione di AIFA, sempre funzionale ai dati dello studio, si aggiunge quella europea, che ne autorizza l’uso nel setting adiuvante, in neoplasie NSLLC in fase iniziale: i risultati di fase III dimostrano che atezolizumab dimezza, con percentuali pari a circa il 57%, il rischio di recidiva o morte dei pazienti affetti da NSCLC stadio II-III, rispetto allo standard di cura.
«Poter disporre di atezolizumab come terapia adiuvante – precisa Lorenzo Spaggiari, direttore della Divisione di Chirurgia Toracica dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano – rappresenta un importante passo avanti per i pazienti con NSCLC in fase iniziale, un setting in cui purtroppo i tassi di recidiva sono ancora molto elevati, nonostante la chirurgia punti alla guarigione».

Da cui l’importanza, solo di un approccio multidisciplinare al paziente, in tandem tra oncologo e chirurgo, ma anche l’identificazione di pazienti in early stage, finalizzata a una presa in carico diagnostica e terapeutica, prima della fase avanzata, anche se ad oggi non esiste uno screening strutturato per il tumore al polmone, a differenza di altre patologie oncologiche.

I dati dello studio

L’analisi ad interim dello studio di fase III IMpower010 dimostrano in pazienti sottoposti a terapia con atezolizumab, dopo resezione completa e chemioterapia a base di platino, la riduzione del rischio di recidiva della malattia o di morte (DFS) del 57% (hazard ratio [HR]=0,43, 95% CI:0,26-0,71)** nei pazienti con NSCLC resecato di stadio II-IIIA (UICC/AJCC 7a edizione) con espressione di un livello di PD-L1≥50%, senza mutazioni EGFR o NSCLC ALK-positivo, rispetto alle migliori terapie di supporto (BSC) (1).

Nella maggior parte dei sottogruppi, compresi l’istologia o lo stadio di malattia, è stato riscontrato un beneficio in termini di DFS (Disease free survival) con atezolizumab in adiuvante, rispetto alle BSC.

I dati sulla OS dei pazienti con NSCLC in stadio II-III resecato con elevata espressione di PD-L1 elevato che non presentano malattia con mutazioni EGFR o ALK-positiva sono ancora incompleti e non sono stati formalmente analizzati nell’analisi ad interim della DFS; tuttavia, è stata osservata una tendenza al miglioramento della OS con atezolizumab, con un HR stratificato di 0,39 (95% CI: 0,18-0,82) (2).

Il follow-up proseguirà con le analisi programmate dei dati di OS più aggiornati nel corso dell’anno. Valore aggiunto: i dati sulla sicurezza di atezolizumab sono coerenti con il profilo di sicurezza noto, senza tuttavia avere identificati nuovi segnali di sicurezza (1).

La molecola

Atezolizumab è un anticorpo monoclonale concepito per legarsi alla proteina Programmed Death Ligand-1 (PD-L1), che si esprime sulle cellule tumorali e sulle cellule immunitarie infiltranti il tumore, bloccandone le interazioni con i recettori di PD-1 e di B7.1. Inibendo il PD-L1, atezolizumab potrebbe abilitare l’attivazione dei linfociti T, dunque essere potenzialmente utilizzabile in combinazione con altre immunoterapie, con farmaci mirati e con varie chemioterapie in un’ampia gamma di tumori.

Oltre all’infusione endovenosa, la formulazione di atezolizumab è allo studio anche come iniezione sottocutanea per contribuire ad affrontare il crescente onere della terapia oncologica per i pazienti e i sistemi sanitari. Utilizzata come immunoterapia ad agente singolo è disponibile in tre dosaggi, che permettono la somministrazione ogni due, tre o quattro settimane, con un vantaggio notevole in termini di flessibilità di gestione del trattamento per medici e pazienti.

Indicazioni di trattamento

A oggi, atezolizumab è stato approvato in 19 Paesi, tra cui Stati Uniti e Cina, come trattamento adiuvante, dopo resezione completa e chemioterapia, per gli adulti con NSCLC in stadio II-IIIA (UICC/AJCC 7a edizione) i cui tumori esprimono PD-L1≥1%.

In tre Paesi, tra cui Canada e Regno Unito, atezolizumab è stato approvato come trattamento adiuvante, dopo resezione completa e chemioterapia, per pazienti adulti con NSCLC in stadio II-IIIA (UICC/AJCC 7a edizione) i cui tumori presentano un’espressione di PD-L1 in ≥50% delle cellule tumorali.

Il carcinoma polmonare, a oggi, è una delle principali cause di morte per tumore a livello globale (3) con ogni anno 1,8 milioni di decessi, pari a oltre 4.900 morti al giorno in tutto il mondo (3). Il NSCLC è il tipo più diffuso, rappresentando all’incirca l’85% di tutti i casi (4).

*Stadio II-IIIA (UICC/AJCC 7a edizione) selezionato Stage II-IIIB per l’8a edizione
**HR non stratificato; il riassunto delle caratteristiche del prodotto comprende l’HR stratificato, pari a 0.49 (95% CI: 0.29-0.81) (2)

Fonti

  1. Felip E, et al. Atezolizumab vs best supportive care in Stage II-IIIA NSCLC with high PD-L1 expression: sub-analysis from the pivotal Phase III IMpower010 study. Presented at European Lung Cancer Congress (ELCC) 2022
  2. Atezolizumab Summary of Product Characteristics [Internet; cited June 2022]. Disponibile da: https://ec.europa.eu/health/documents/community-register/html/h1220.htm
  3. Yano T, et al. Therapeutic strategy for postoperative recurrence in patients with non-small cell lung cancer. World J Clin Oncol. 2014;5(5):1048-1054
  4. World Health Organization: GLOBOCAN 2020 – Lung Cancer: Estimated cancer incidence, mortality and prevalence worldwide. [Internet; cited May 2022] Available from: https://gco.iarc.fr/today/data/factsheets/cancers/15-Lung-fact-sheet.pdf

Francesca Morelli