Sifo in Cloud: verso il 47° congresso nazionale

Dal 5 al 8 novembre il Roma Convention Center La Nuvola ospiterà l’evento annuale di riferimento per i farmacisti ospedalieri. Transizione digitale, interoperabilità dei sistemi, intelligenza artificiale, empowerment delle nuove generazioni e superamento dei modelli organizzativi tradizionali saranno al centro del XLVII congresso nazionale. Tutte le anticipazioni raccontate da due delle figure chiave dell’evento: Alessandra Mecozzi, presidente dell’evento, e Barbara Meini, presidente del Comitato Scientifico.

Il 47° congresso nazionale Sifo s’inserisce, come da tradizione, nel solco di un percorso consolidato di riflessione scientifica, professionale e istituzionale su presente e futuro del Ssn. Un appuntamento che, anno dopo anno, ha rafforzato il ruolo della società scientifica come interlocutore autorevole di confronto, capace d’interpretare tempestivamente i cambiamenti epidemiologici, normativi e tecnologici per tradurli in proposte concrete a beneficio del farmacista ospedaliero e dei servizi territoriali.

Alessandra Mecozzi

Per l’edizione 2026 (5-8 novembre, Roma), la scelta del titolo racchiude volutamente un duplice e potente significato: “Sifo in Cloud: nuovi assetti per la sanità”. Il richiamo al cloud evoca l’idea cardine dell’innovazione, dell’integrazione e della gestione avanzata della complessità: una sanità moderna che non può più prescindere da condivisione dei dati, interoperabilità dei sistemi, applicazione dell’IA e modelli organizzativi flessibili e interconnessi.

Barbara Meini

In un momento storico segnato dall’attuazione delle riforme territoriali e dall’evoluzione dei percorsi di cura, il congresso si propone come spazio strutturato di analisi e proposte. L’obiettivo è delineare governance, modelli gestionali, evoluzione dell’assistenza farmaceutica, farmacia clinica nei contesti di alta complessità e cronicità, fino a toccare le prospettive integrate di One Health e il definitivo rafforzamento del legame sinergico tra ospedale, territorio e comunità.

Per comprendere appieno l’architettura concettuale e le novità metodologiche dell’evento, abbiamo raccolto i contributi di Barbara Meini, presidente del comitato scientifico Sifo 2026, e Alessandra Mecozzi, presidente del congresso. Emerge una straordinaria concordanza di visioni e intenti, fondata sulla necessità di superare vecchi modelli professionali e organizzativi per costruire una rete unita, dinamica e pronta a governare il cambiamento della sanità del futuro.

Il concept In Cloud e lo Spazio del Futuro

Il punto di partenza fondamentale dell’edizione 2026 risiede nella profonda compenetrazione tra suggestione tecnologica del titolo e lo spazio fisico che accoglierà l’evento. Mecozzi evidenzia che il Roma Convention Center La Nuvola rappresenta nell’immaginario collettivo e nell’architettura contemporanea «il futuro, ciò che è futuribile, una nuova dimensione».

Questa suggestione rispecchia in modo speculare l’attuale evoluzione della professione del farmacista ospedaliero, chiamato ad adeguare competenze e professionalità nell’ottica della gestione di conoscenze sempre più avanzate e interconnesse. A farle eco, sul piano clinico-scientifico, è Meini, che sottolinea come il titolo fonda idealmente la scienza con lo spazio fisico della Nuvola di Fuksas.

«Da un lato, vi è una chiara suggestione tecnologica e clinica: il cloud rappresenta l’ecosistema digitale e la metafora del network in cui l’IA, la gestione dei dati sanitari e le terapie avanzate devono dialogare per creare “connessioni di valore” e umanizzazione delle cure. Dall’altro lato, vi è un omaggio architettonico e visivo alla sede, la Nuvola di Fuksas all’Eur, che nei giorni del congresso assumerà il simbolo visivo di un network di valori in continua evoluzione per la nostra professione».

La convergenza di vedute tra le due professioniste si fa stringente quando si analizza la necessità di governare questa evoluzione tecnologica senza isolarsi nelle proprie strutture. Mecozzi rimarca, infatti, che «il farmacista deve muoversi all’interno di una cornice multidisciplinare e istituzionale, non potendo prescindere dalla relazione con il clinico, le direzioni generali, piuttosto che con la parte normativa di regolamentazione dell’innovazione».

Un concetto pienamente condiviso da Meini, che ricorda come l’innovazione tecnologica e digitale non sia un compartimento stagno, bensì il vero e proprio filo conduttore trasversale che unisce tutte le sessioni del programma scientifico di Roma 2026.

Impatto quotidiano delle nuove tecnologie sui servizi farmaceutici

Se l’interoperabilità rappresenta la cornice teorica, Meini entra nel dettaglio tecnico di come questo ecosistema digitale impatti concretamente e quotidianamente sulle attività del farmacista ospedaliero.

«L’applicazione dell’IA e dei modelli predittivi è ormai indispensabile per monitorare i percorsi di cura e tracciare l’uso di farmaci e dispositivi medici. A questo si aggiunge la complessa gestione dei dati sanitari obbligatori, come il dossier farmaceutico legato all’imminente European Health Data Space, che comporterà precisi obblighi normativi a partire da marzo 2027.

L’innovazione digitale tocca anche automazione e micrologistica, attraverso sistemi automatizzati assistiti da IA per l’allestimento dei farmaci oncologici e la gestione dei dispositivi ad alto costo, per arrivare alla digitalizzazione clinica che si concretizza nelle digital therapeutics, nella digital surgery e nella telefarmacia applicata alla continuità ospedale-territorio».

Questa massiccia immissione di strumenti tecnologici s’inserisce perfettamente nell’orizzonte delineato da Mecozzi riguardo alla sostenibilità complessiva della sanità pubblica. Mecozzi evidenzia, infatti, che, a livello di sistema, «la transizione digitale e la revisione dei modelli organizzativi sono passaggi obbligati per la sopravvivenza stessa della sanità».
L’adozione di queste tecnologie avanzate diventa così la risposta pratica del farmacista ospedaliero per ottimizzare le risorse e difendere l’universalità delle cure.

Architettura del programma e integrazione ospedale-territorio

La traduzione scientifica di queste urgenze sanitarie si articola nelle sei macroaree tematiche individuate per il 2026: Innovazione, Governance, Management, Farmacia Clinica, One Health, Cronicità e Territorialità.

Meini spiega che «queste linee di percorso nascono dalle reali urgenze di riforma e ammodernamento del Ssn emerse dalla word cloud del Comitato Scientifico (Competitività, Sostenibilità, Equità, Leadership, Network) e dalle survey condotte con i vari stakeholder. Il vero fil rouge che le unisce è l’intreccio dinamico delle competenze per rispondere ai nuovi assetti della sanità».

Per evitare frammentazioni e garantire una visione d’insieme, il Comitato ha adottato una scelta metodologica di grande rilievo: «avendo a disposizione cinque spazi per le sessioni plenarie istituzionali a fronte di sei macro-temi, si è scelto d’integrare la Farmacia Clinica con le tematiche della Cronicità e della Territorialità».

Questa decisione unisce idealmente la gestione dell’alta complessità ospedaliera (come terapie geniche, Atmp) e la presa in carico del paziente sul territorio, muovendosi in coerenza con lo scenario dell’assistenza sanitaria ridisegnato dal DM 77/2022.

«L’obiettivo è tracciare un percorso logico tra sessioni plenarie della mattina e opportunità di approfondimento tecnico e pratico del pomeriggio, come sessioni parallele, tavoli tematici di confronto tra esperti, laboratori interattivi».

Nuovi concept: formati interattivi e modelli pratici

Sul fronte delle metodologie formative, il congresso 2026 punta al superamento delle classiche letture accademiche. Meini illustra come, sfruttando le potenzialità logistiche e strutturali della sede, la rottura con lo schema delle relazioni frontali sarà netta e orientata a fornire ai congressisti modelli operativi pronti all’uso al rientro nelle proprie aziende.

«Il programma scientifico vedrà l’attivazione di sette Laboratori Life-Long Learning (evoluzione naturale dei Lab L.I.F.E.), veri e propri corsi teorico-pratici accreditati Ecm a partecipazione limitata, pensati per il problem solving immediato su casi complessi come la nutrizione clinica nelle malattie metaboliche o il ruolo del farmacista clinico nei team multidisciplinari attraverso la real world evidence e il team building».

Accanto a questi, «le sei Sifo Agorà si struttureranno come spazi di dialogo interattivo tese alla produzione di statement, riflessioni e contenuti editoriali condivisi, spazi ideali per fare chiarezza su percorsi istituzionali ancora frammentati, come le procedure d’acquisto e valutazione dei dispositivi medici basati su software». Tra le novità, format dinamici e competitivi come «il “Tribunale dei radiofarmaci”, un dibattito strutturato tra posizioni scientifiche e modelli organizzativi diversi messi a confronto, e le “Ispezioni simulate per la farmacia territoriale”, organizzate come competizioni a gruppi su casi pratici».

Questo cambio di passo nella trasmissione del sapere si sposa con la filosofia congressuale difesa da Mecozzi, secondo la quale «il congresso Sifo non può ridursi a mero elenco di relazioni scientifiche, ma deve valorizzare la sua dimensione di network tra professionisti».

Mecozzi ricorda, infatti, che «il congresso Sifo è un appuntamento in cui la parte sociale è importante tanto quanto quella scientifica, perché siamo una società che punta su una socialità attiva e formativa». I nuovi spazi interattivi del programma sono stati disegnati per favorire questo tipo d’interscambio professionale e umano.

Identikit del farmacista del futuro: nuove competenze e responsabilità

La finalità ultima del percorso congressuale risiede nella definizione di un nuovo profilo professionale per il farmacista ospedaliero e dei servizi farmaceutici territoriali, caratterizzato da un ampliamento delle responsabilità regolatorie e cliniche.
Meini traccia un identikit chiaro: «il professionista del futuro dovrà essere trasversale, capace di muoversi con disinvoltura tra le dimensioni clinica e manageriale, con competenze ancorate alle attività concrete richieste dai nuovi modelli sanitari di prossimità». Al termine dell’evento, il congressista dovrà aver acquisito strumenti metodologici precisi suddivisi in tre macroaree:

  • Competenze Regolatorie e di Governance: comprensione profonda della nuova Direttiva Europea del farmaco, del Regolamento sui Dispositivi Medici (MDR) e delle recenti riforme Aifa, con particolare attenzione all’aggiornamento dei Lea, ai registri di monitoraggio e all’impatto del Fondo per i farmaci innovativi;
  • Competenze Cliniche e di Prossimità: capacità di operare formalmente come farmacista clinico inserito stabilmente nei reparti ospedalieri, nei dipartimenti e nelle Case della Comunità, governando strumenti come riconciliazione farmacologica, deprescribing e pharmaceutical care nei pazienti cronici e multi-patologici;
  • Competenze Manageriali e Gestionali: padronanza delle tecniche di riduzione dell’impatto ambientale (valutazione del carbon footprint nei processi d’acquisto per lo sviluppo di una Farmacia Green), gestione avanzata degli shortages mediante valorizzazione della galenica magistrale o progetti istituzionali come il DruGhost, fino all’implementazione tecnica del Data Matrix previsto per marzo 2027.

Il coinvolgimento delle nuove generazioni: i Sifo Future Games

Un ambito in cui le posizioni di Meini e Mecozzi mostrano sintonia e sovrapposizione è l’investimento strategico sulle nuove leve della professione, identificate come vero motore in grado di mettere in atto l’innovazione digitale discussa nelle aule. Mecozzi sottolinea che «nelle ultime edizioni il ruolo del giovane farmacista è diventato centrale nella vita societaria, definendoli senza esitazione il futuro della professione».

Per Mecozzi, la classe dirigente ha il dovere di trasmettere l’etica professionale, ma spetta ai giovani svilupparla.
«Dobbiamo tramandare i principi etici del farmacista, però poi saranno loro a svilupparli nel modo più coerente con l’innovazione tecnologica». Per questo è stata confermata l’esperienza dei Sifo Future Games, format che garantisce partecipazione attiva e collettiva degli specializzandi, supportati dall’organizzazione anche attraverso la previsione di iscrizioni gratuite per favorire i processi formativi d’interscambio a livello nazionale.

Mecozzi evidenzia, inoltre, che alle Scuole di Specializzazione sarà riservata una sessione interattiva molto ampia, concepita come spazio aperto di confronto sul domani della professione. Dal punto di vista della programmazione scientifica, Meini si associa a questa visione indicando i Sifo Future Games, programmati per il pomeriggio di sabato 7 novembre, come «la palestra ideale in cui il rigore scientifico si sposa con gamification e linguaggi nativi digitali».

Secondo Meini, la capacità delle nuove generazioni d’interpretare in modo creativo le sfide della sanità contemporanea è vitale. «La transizione digitale e la gestione dell’IA non richiedono solo tecnici, ma anche professionisti sanitari capaci di applicare queste tecnologie per umanizzare le cure e ottimizzare la logica dei processi. «I giovani colleghi sono i soggetti ideali per superare la rigidità delle linee verticali e interpretare la professione come intreccio dinamico di competenze».

Dietro le quinte del congresso: abbattere i silos tra scienza e organizzazione

L’elemento metodologico più dirompente di questa quarantasettesima edizione risiede nel superamento della storica separazione dei ruoli tra chi progetta i contenuti e chi organizza l’evento. Per la prima volta, Comitato Scientifico e Comitato Organizzatore hanno lavorato in modo coordinato e sinergico fin dalle prime fasi.
È partita così una collaborazione a più mani, in cui ogni decisione scientifica è calibrata sulla logistica e ogni spazio espositivo è pensato per amplificare l’efficacia dei contenuti scientifici, con il coinvolgimento attivo del comitato scientifico nella preparazione delle sessioni insieme anche al comitato organizzatore.

Meini illustra le ricadute pratiche di questa sinergia totale tra Comitato Scientifico e Comitato Organizzatore, guidato dalla dott.ssa Lombardozzi, sotto il coordinamento di Mecozzi.
«La collaborazione ha permesso d’istituire Gruppi di Lavoro misti fin dall’inizio per co-progettare format complessi come i Lab L.L.L., le Sifo Agorà e i Sifo Future Games».

Questa fusione tra logistica e scienza ha portato a una profonda ristrutturazione della sinottica temporale.
«La vera svolta di quest’anno è stata l’evoluzione del format: abbiamo superato la frammentazione delle sessioni precongressuali per valorizzare ed elevare questi contenuti, integrandoli direttamente nel cuore del programma scientifico principale. Un esempio virtuoso è il Laboratorio di Hta, che quest’anno beneficia della massima visibilità e di una perfetta continuità logica con il resto dei lavori.
Questa sinergia si riflette anche nella gestione degli spazi della Nuvola, disegnati per annullare ogni distanza: le aree di confronto con gli stakeholder e i momenti di socializzazione si fondono armoniosamente con le aule scientifiche.
I contributi dei partecipanti confluiscono così nei topic delle sessioni parallele (focus), in coerenza con il Documento Programmatico Sifo. Il risultato è un programma fluido, organico e potenziato, dove ogni spazio orario e logistico risponde a una precisa e alta finalità scientifica».

Una sintesi per il futuro del Ssn

Il congresso nazionale Sifo si preannuncia momento di riflessione ed evoluzione per il farmacista ospedaliero e dei servizi farmaceutici territoriali. Dall’analisi del programma e dai contributi di Alessandra Mecozzi e Barbara Meini emerge un messaggio netto: il futuro della sanità pubblica si gioca sulla capacità di fare rete, di far dialogare i dati all’interno del cloud e di aprirsi alla multidisciplinarietà.

L’abbattimento dei silos interni nella progettazione del congresso è metafora di ciò che Sifo propone da tempo all’intero Ssn: un superamento delle rigidità strutturali a favore di un network flessibile, dove le nuove tecnologie sono governate da professionisti competenti con l’obiettivo primario di garantire sostenibilità delle cure e umanizzazione dei percorsi assistenziali.

L’appuntamento di Roma si propone di lasciare al professionista e al manager che vi partecipa un messaggio chiaro, riassunto da Mecozzi: «qualsiasi evoluzione parte da un confronto attivo, intergenerazionale e interprofessionale. Noi ci siamo, teniamo molto al Ssn e insieme possiamo trasformarlo per migliorarlo».

Alessandra Mecozzi, presidente del 47° congresso nazionale Sifo

Barbara Meini, presidente del Comitato Scientifico del 47° congresso nazionale Sifo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui