La papillomatosi tracheale recidivante (PRR) è una rara malattia delle vie aeree causata dall’HPV che colpisce soprattutto i bambini sotto i 5 anni d’età e gli adulti sopra i 30. Benché con incidenza molto bassa, statisticamente 2-3 casi ogni 100 mila bambini e 1 ogni 100 mila adulti, nelle forme recidivanti può emergere un significativo rischio di evoluzione maligna.
La PRR provoca papillomi che possono ostruire la trachea, causando gravi problemi respiratori che rendono necessari ripetuti interventi endoscopici, con risultati temporanei legati all’alto rischio di recidive.
Il team di Pneumologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino ha descritto al congresso dell’Associazione Italiana Pneumologie Ospedalieri il caso di un paziente di 52 anni con PRR estesa, non responsiva a sei procedure endoscopiche nell’arco di due anni. Il trattamento sperimentale a cui il paziente è stato sottoposto ha previsto l’utilizzo di un farmaco antiangiogenetico utilizzato in oncologia, somministrato per via endovenosa nella dose di 10 mg/kg ogni quattro settimane per sei mesi.
Una regressione promettente
Dopo la seconda infusione è stata osservata una chiara riduzione dei papillomi e dopo cinque mesi, la broncoscopia ha documentato una regressione quasi completa, senza riportare effetti collaterali clinicamente significativi.
Secondo il dott. Paolo Righini il risultato ottenuto attraverso l’uso off-label di questo farmaco rappresenta un’opportunità concreta nel trattamento dei casi refrattari ai protocolli standard. L’impiego di questo farmaco, seppur in via sperimentale, è oggi supportato da evidenze internazionali sempre più promettenti.



