Un team di ricerca dell’Università Cattolica – Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, in collaborazione con l’Università di Salerno, ha sviluppato un innovativo dispositivo in grado di veicolare il litio nel cervello attraverso l’uso di uno spray nasale, sfruttando nanoparticelle d’oro funzionalizzate.
Brevettato e pubblicato su Advanced Materials, il dispositivo è sostenuto dall’Alzheimer’s Association.
Grazie a questa scoperta, il litio, noto per il trattamento del disturbo bipolare, viene indirizzato in maniera mirata al sistema nervoso centrale, con dosaggi significativamente più bassi rispetto alla somministrazione orale, riducendo gli effetti collaterali su reni e tiroide.
GSK-3β come obiettivo terapeutico
Coinvolto in diverse patologie neuropsichiatriche e neurodegenerative come la malattia di Alzheimer e il bipolarismo, il bersaglio della terapie è l’enzima GSK-3β. In modelli murini, cinque giorni di trattamento con nanoparticelle caricate con litio (LiG-AuNPs) hanno inibito efficacemente l’attività dell’enzima e, in somministrazioni prolungate, hanno ripristinato le capacità menmoniche compromesse.
Funzionalizzate con glutatione, le nanopartichelle rilasciano litio all’interno delle cellule nervose dopo aver attraversato la mucosa nasale. La somministrazione intranasale consente un accesso diretto al cervello, evitando la circolazione sistemica e migliorando la sicurezza terapeutica.
L’oro, in quanto biocompatibile, viene eliminato tramite le vie renali mentre la facilità di sintesi delle nanoparticelle promette costi contenuti. Ulteriori studi sono in corso per validarene la sicurezza e ampliarne le applicazioni terapeutiche, estendendole anche in ambito oncologico e virologico.




