La resistenza antimicrobica è tra le minacce più rilevanti per la salute pubblica globale e l’Italia, secondo i dati di sorveglianza europei, è tra i Paesi più colpiti.
Per rispondere a questa emergenza, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani Irccs ha promosso il progetto di ricerca “Network collaborativo a carattere nazionale per la realizzazione di un modello clinico-gestionale per l’ottimizzazione dell’uso dei farmaci antimicrobici (antimicrobial stewardship)”.
Al progetto, finanziato dal Ministero della Salute, partecipano l’Istituto Superiore di Sanità e gli Irccs Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione Ismett di Palermo, Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.
I rappresentanti delle sette istituzioni hanno firmato il regolamento che disciplina il funzionamento del partenariato.
“La resistenza ai farmaci antimicrobici è un problema di sanità pubblica prioritario nel mondo e ha un impatto significativo sulla salute e sull’ambiente”, spiega Stefania Cicalini, responsabile scientifica del progetto per l’Irccs Spallanzani.
“L’uso improprio di antibiotici è tra le cause dello sviluppo e della diffusione di microrganismi multiresistenti.
Preoccupa il quadro epidemiologico italiano. Si parla di circa 12.000 morti l’anno per infezioni da microrganismi resistenti, un terzo di quelle osservate nell’UE.
Il network intende costruire un modello condiviso di buon uso degli antibiotici, sviluppato nei centri di riferimento per le malattie infettive e pensato per essere applicabile anche a livello territoriale”.
Il modello proposto integra sistemi informatici avanzati per collegare e analizzare dati provenienti da diverse fonti. In particolare, percorsi diagnostici innovativi, con test molecolari per identificare rapidamente le resistenze; strumenti digitali e di comunicazione a supporto dei clinici; programmi di formazione interattiva per favorire l’adozione delle buone pratiche.
La direttrice generale Cristina Matranga e il direttore scientifico Enrico Girardi hanno ricordato: “antibiotico resistenza e infezioni correlate all’assistenza sono autentiche pandemie silenziose su cui lavoriamo incessantemente in ambito clinico e di ricerca.
Il network vuole offrire uno standard nazionale di antimicrobial stewardship, adattabile ai contesti locali, per ridurre l’impatto della resistenza antimicrobica tutelando la salute e riducendo i costi per il SSN”.



