Teleangectasia emorragica ereditaria, rara ma non troppo: risultati di una nuova ricerca

Un nuovo studio pubblicato su Journal of Thrombosis and Haemostasis da ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma e della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs in collaborazione con Sapienza Università di Roma, effettuato su tre grandi database genetici relativi alla popolazione generale, rivela che la teleangectasia emorragica ereditaria (HHT) è molto più frequente di quanto si pensasse. L’indagine ha rilevato fino a 4 casi su 5.000 persone.

La HHT (o sindrome di Rendu-Osler-Weber) è una malattia rara che si eredita da uno dei genitori per via autosomica dominante. La HHT è caratterizzata dallo sviluppo di vasi sanguigni anomali e malformazioni artero-venose. Questi vasi, estremamente fragili, nei giovani adulti provocano frequenti epistassi dal naso, dalle mucose e dagli organi interni, portando anche a gravi emorragie interne.

La nuova ricerca apre la strada verso una diagnosi precoce basata sullo screening genetico, per prevenire le complicanze più gravi di questa malattia. I quadri clinici che ne derivano sono ad elevato impatto per i pazienti e per i sistemi sanitari.

Lo studio 

Lo studio appena pubblicato su JTH da Eleonora Gaetani (responsabile del Centro HHT della Fondazione Policlinico Gemelli e ricercatore di Medicina Interna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), in collaborazione con la UOS di Biologia Computazionale e Bioinformatica di Fondazione Policlinico Gemelli e con il Dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza Università di Roma è andato a valutare la prevalenza di questa condizione nella popolazione generale, attraverso l’analisi di ampi database genomici.

Eleonora Gaetani, coordinatrice della ricerca sulla prevalenza della Teleangectasia Emorragica Ereditaria

Per l’analisi di prevalenza delle principali varianti patogenetiche (P), verosimilmente patogenetiche (LP) e potenzialmente patogenetiche (PP) dei geni alla base della HHT sono stati utilizzati tre enormi database genomici (gnomAD, All of Us, and Regeneron Genetics Center–Million Exome). La ricerca ha evidenziato che la prevalenza genetica della HHT va da 1,7 a 2,6 per 5.000 individui, considerando solo le varianti patogenetiche e verosimilmente patogenetiche; ma estendendo l’analisi anche alle varianti potenzialmente patogenetiche, la prevalenza arriva a 2,9 – 4,3 per 5.000 individui nella popolazione generale. Si tratta di numeri di prevalenza molto più alti di quanto finora ritenuto.

«Questo studio», commenta Gaetani, «cambia in modo sostanziale la nostra comprensione della frequenza reale della teleangectasia emorragica ereditaria (HHT). Finora considerata una malattia rara (circa 1 persona su 5.000 della popolazione generale), l’analisi di grandi banche dati genetiche, ha dimostrato che l’HHT è probabilmente molto più diffusa di quanto si pensasse, con una prevalenza fino a 4 casi su 5.000, e ancora più alta in alcuni gruppi di popolazione.

La novità principale inerente alla metodologia della nostra ricerca è il passaggio da stime basate sulla valutazione clinica (segni e sintomi della malattia), a stime basate sui dati genetici (cioè sulle variazioni genetiche alla base della HHT). Molte persone sono portatrici di mutazioni associate all’HHT, ma non sono diagnosticate correttamente come pazienti affetti da HHT perché i sintomi della malattia possono comparire tardivamente o essere di grado lievi. Questo significa che migliaia di persone potrebbero avere questa malattia senza esserne consapevoli e quindi non ricevere controlli e cure adeguate».

A oggi non esiste una terapia genica per l’HHT. Si trattano quindi solo le sue complicanze: gestione delle epistassi (tamponamento nasale, cauterizzazione dei vasi), terapia marziale e trasfusioni, quando i sanguinamenti provocano anemia grave, procedure di radiologia interventistica (es. embolizzazione delle fistole artero-venoso negli organi interni) e l’impiego di farmaci anti-angiogenici, con risultati estremamente eterogenei. Anche per questo è molto importante la diagnosi precoce.

«I risultati di questo studio rafforzano l’idea che l’HHT sia una patologia largamente sotto-diagnosticata. Considerato l’impatto potenziale di questa malattia sui pazienti e famiglie in termini di morbidità, mortalità e fabbisogni globali, emerge le necessità di implementare le strategie di screening genetico per fare diagnosi precoci, prevenire le complicanze e migliorare la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie».

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