Il sovradosaggio di paracetamolo, una delle molecole antidolorifiche più usate al mondo, è spesso causa principale di danno epatico acuto. Se assunto in eccesso, infatti, il fegato non riesce a neutralizzare la N-acetil-p-benzochinone immina (NAPQI), la tossina prodotta durante il metabolismo del farmaco, causando danni cellulari irreversibili.
Nel corso dell’ACS Fall Meeting, la ricercatrice Jannatun Nayem Namme della Virginia Commonwealth University, ha portato all’attenzione della comunità scientifica il composto sperimentale YM81, capace di contrastare l’infiammazione epatica indotta da paracetamolo.
Nel corso di test su topi, YM81 ha ridotto significativamente i livelli di ALT e AST, due biomarcatori epatici, indicando una minore lesione del fegato.
Alternativa all’N-acetilcisteina
Il meccanismo alla base del funzionamento di YM81 è l’inibizione della proteina gasdermin D (GSDMD), fattore chiave nei processi infiammatori e nella piroptosi.
YM81 si lega selettivamente a GSDMD, impedendone l’attivazione e bloccando la cascata infiammatoria.
Oltre a diventare una valida alternativa all’N-acetilcisteina, unico trattamento noto per questa condizione da somministrare entro 8 ore dal sovradosaggio, YM81 si appresta a essere potenzialmente utile anche per trattare altre malattie infiammatorie e neurodegenerative, come artrite, gotta, sepsi.



