Si riparte con interessanti novità

Emanuela Omodeo Salé

Nel 2026 introduciamo sulla rivista cartacea una sezione dedicata alla nutrizione clinica e dedicata alla medicina complementare.

Partiamo dalla nutrizione: negli ultimi anni è andata consolidandosi una visione più ampia e moderna della cura, in particolare in ambito oncologico. È sempre più chiaro che la terapia, sia essa farmacologica, chirurgica o radioterapica, pur restando centrale, da sola non basta. Il paziente necessita di una presa in carico globale che non consideri solo la malattia ma la persona nella sua interezza. In questo contesto il supporto nutrizionale è fondamentale.

La nutrizione non è elemento accessorio, ma vera e propria componente terapeutica di supporto dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Molti pazienti oncologici, a seguito della diagnosi e delle terapie vanno incontro a variazioni ponderali significative: perdita di peso e massa muscolare, ma a volte aumento ponderale, con conseguenze metaboliche e funzionali rilevanti.
Queste condizioni possono influenzare in negativo la tollerabilità delle terapie, la risposta ai trattamenti e la qualità di vita. Alle terapie oncologiche possono associarsi nausea, vomito, alterazioni del gusto, mucositi e disturbi gastrointestinali: effetti collaterali che in parte sono controllati farmacologicamente ma che richiedono anche un’attenta gestione nutrizionale.

Il ruolo della nutrizione è quindi sempre più centrale nel garantire che il paziente sia nelle migliori condizioni possibili per affrontare l’iter terapeutico, attraverso un intervento personalizzato a livello qualitativo e quantitativo, per sostenere il fabbisogno energetico e proteico e contribuire al contrasto della fatigue, uno dei sintomi più frequenti e invalidanti. Accanto alla fase acuta della malattia, molto importante è anche l’educazione del paziente a corretti stili di vita.

Molti pazienti oncologici convivono a lungo con la patologia, con pochi effetti collaterali e una vita relativamente normale. In questo contesto, una dieta bilanciata e corretta si associa a un migliore outcome complessivo, favorendo il mantenimento dello stato di salute nel lungo periodo.

La nutrizione è anche fondamentale strumento di prevenzione primaria nella popolazione sana, attraverso l’adesione alle linee guida nutrizionali e la promozione di stili di vita corretti. A conferma della crescente attenzione istituzionale in tal senso, in Regione Lombardia si promuove la presenza di team nutrizionali negli ospedali a supporto dei pazienti e dei percorsi clinico-terapeutici: un modello che valorizza l’approccio multidisciplinare e riconosce la nutrizione come elemento strutturale della cura.

Non ultima la formazione. Il paziente oncologico presenta caratteristiche specifiche che richiedono competenze mirate: i professionisti della nutrizione devono dunque essere formati e specializzati in ambito oncologico, lavorando in stretta integrazione con gli attori del team sanitario.

Passiamo alla seconda novità. La medicina complementare riunisce un insieme di pratiche, prodotti e approcci terapeutici in associazione alla medicina convenzionale, non in alternativa a essa. Tra gli altri, ne fanno parte fitoterapia, integratori alimentari, alcune pratiche tradizionali e interventi non farmacologici, la cui diffusione è in aumento anche tra pazienti con patologie croniche e oncologiche. L’interesse per la medicina complementare rientra in un contesto di crescente attenzione all’appropriatezza terapeutica, che implica l’uso di farmaci solo se clinicamente indicato e su prescrizione medica, evitando sovrautilizzo o automedicazione.

Questo principio va esteso ai prodotti di origine naturale, da non ritenere intrinsecamente sicuri per il solo fatto di non essere farmaci di sintesi. Alcuni ambiti della medicina complementare, in particolare la fitoterapia, hanno meccanismi d’azione farmacologicamente rilevanti, supportati da evidenze scientifiche di diverso livello.

Tuttavia, tali sostanze possono esercitare effetti biologici significativi ed essere coinvolte in interazioni farmacocinetiche e farmacodinamiche con terapie in atto. Ciò assume particolare rilevanza nei pazienti oncologici, nei quali l’assunzione concomitante di farmaci antineoplastici, per via sia sistemica sia orale, e di terapie di supporto espone a un rischio aumentato di interferenze terapeutiche.

Pertanto, la medicina complementare non può sostituire quella convenzionale, soprattutto nel trattamento di patologie di alta complessità clinica e in presenza di comorbilità e un uso non controllato può causare ritardi terapeutici, riduzione dell’efficacia dei trattamenti o aumento del rischio di eventi avversi.
È fondamentale quindi parlarne con professionisti esperti per ricevere informazioni che è importante avere per svolgere al meglio il nostro lavoro.

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