Gilda Paternuostro, classe 1996, consegue nel 2020 la Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche presso l’Università degli Studi di Trieste e l’abilitazione alla professione di farmacista. Attualmente specializzanda al secondo anno in Farmacia Ospedaliera presso l’Irccs Burlo Garofolo, punto di riferimento del territorio regionale e nazionale in ambito pediatrico, sta concretizzando il suo “sogno nel cassetto”, nato durante gli anni dell’università: formarsi e crescere in un contesto assistenziale che consentisse di lavorare al fianco del clinico, quindi al letto del paziente, e approfondendo anche il mondo della ricerca clinica. L’opportunità arriva nel corso del tirocinio formativo pre-laurea che le fa conoscere la realtà della farmacia ospedaliera. Grazie a questa esperienza, decide d’intraprendere la carriera professionale di farmacista ospedaliera «per mettere in pratica la mia passione per la farmacologia con l’intento di migliorare la qualità di vita dei pazienti», spiega, «in un lavoro dinamico, al letto del paziente e per il paziente», che collima con il suo modo d’intendere la professione: una fusione tra studio, ricerca e umanizzazione della cura.

Quali sono le leve motivazionali che l’hanno portata a privilegiare l’attività in ospedale piuttosto che in una farmacia territoriale e per le quali consiglierebbe ad altri giovani di scegliere questa specialistica?
Come professionisti abbiamo la fortuna e l’opportunità di lavorare in un contesto estremamente stimolante, a stretto contatto con altri professionisti sanitari, in particolare in affiancamento ai clinici nella gestione delle terapie e delle cure per il paziente, promuovendo un uso realmente appropriato dei farmaci con particolare attenzione all’efficacia terapeutica, all’aderenza e alla compliance anche una volta fuori dal contesto ospedaliero. Soprattutto, come è nella nostra vocazione, migliorare la sicurezza della terapia tramite un attento monitoraggio degli esiti, per ridurre rischi ed errori terapeutici. Sono tutti aspetti molto interessanti per i quali consiglierei ai giovani colleghi d’intraprendere questa specialità, il cui valore aggiunto risiede proprio nel poter intervenire concretamente nelle scelte terapeutiche nel percorso di cura di ogni paziente. Il lavoro in un team, spesso multidisciplinare, il confronto con i colleghi, la collaborazione fra le diverse figure professionali che ruotano attorno al paziente, la motivazione comune e la sinergia d’intenti nel voler apportare qualità in termini di cura alla vita del paziente sono ciò che ci motiva a lavorare ogni giorno con determinazione e profitto e a porci sempre nuovi obiettivi: un arricchimento sia professionale sia umano che nasce dal confronto reciproco.
Quali sono, invece, i principali ostacoli/sfide per un giovane farmacista?
Servono dedizione, passione, volontà, voglia di guardare avanti, spinta al miglioramento, abnegazione. Sono fattori determinanti che danno valore e qualità alla nostra professione. Quella del farmacista ospedaliero è una specializzazione che richiede molto a chi sceglie d’intraprenderla, a partire dalla necessità di un aggiornamento continuo fino alla capacità di sapere avvalersi al meglio delle conoscenze teoriche e acquisite sul campo, sapendole poi applicare e adattare a diverse situazioni cliniche, a volte anche molto complesse. Inoltre, la mancanza di esperienza pratica inziale può rendere difficile prendere decisioni in autonomia. Pertanto, fra le criticità principali vi sono la gestione del tempo e l’integrazione tra teoria e pratica. Tuttavia, in quest’ottica, il tirocinio in ospedale è anche una scuola fondamentale in cui crescere e arricchirsi quotidianamente. La più grande soddisfazione di questo lavoro è la ricerca della terapia più adatta al singolo paziente, tenendo conto della sua unicità.
Quanto è importante per il farmacista ospedaliero dedicarsi anche alla ricerca e alla sperimentazione clinica?
Ritengo che quello della ricerca e della sperimentazione clinica sia un ambito di rilievo per la crescita e l’expertise del farmacista ospedaliero. La figura professionale del farmacista ospedaliero ha assunto negli ultimi anni un ruolo e una posizione di rilievo in quest’ambito, tanto che anche il nuovo Regolamento Europeo sulla sperimentazione clinica di medicinali per uso umano (Reg EU 536/2014) ha riconosciuto il farmacista come il massimo esperto del farmaco. I farmacisti ospedalieri sono destinati a svolgere un ruolo sempre più centrale e cruciale all’interno del team di cura, per esempio favorendo l’accesso precoce al farmaco e studiando nuove formulazioni ad hoc che rispondano a nuovi bisogni e a nuove esigenze di cura, grazie alla galenica, specie quella pediatrica, ambito di nicchia, ma dal valore aggiunto. L’Ospedale Burlo Garofolo si distingue per il suo impegno in questi due ambiti – la sperimentazione clinica e la galenica pediatrica – grazie alla competenza e all’umanità di professionisti che credono molto in questa mission.



