Uno studio clinico condotto presso l’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino mostra che l’anticorpo monoclonale evolocumab può ridurre fino a sette volte il rischio cardiovascolare. I risultati, presentati all’ESC Cardiovascular Meeting, confermano l’efficacia della terapia nel contrastare l’eccesso di colesterolo LDL e le placche carotidee.
Studio Caruso: metodi e risultati
Lo studio Caruso (CARotid plaqUe StabilizatiOn and regression with Evolocumab), ideato dalla dott.ssa Tiziana Claudia Aranzulla, è stato condotto con il supporto del dott. Giuseppe Musumeci, direttore dell’Unità di Cardiologia del Mauriziano, e del team di Chirurgia Vascolare e Diabetologia.
Sono stati coinvolti 170 pazienti con stenosi carotidea maggiore o uguale al 50% e livelli di LDL superiori o uguali a 100 mg/dL. Accanto alla terapia orale standard, un gruppo di pazienti ha ricevuto evolocumab, anticorpo inibitore della proteina PCSK9, che consente al fegato di rimuovere più efficacemente il colesterolo LDL.
Dopo 12 mesi di trattamento i risultati sono stati notevoli:
- -73,5% di LDL-C (contro -48,3% nel gruppo di controllo)
- regressione della placca nel 68,4% dei casi (contro 63,5%)
- eventi cardiovascolari ridotti al 2,4% (contro il 14,4%).
Dal caso clinico alle prospettive
Lo studio trae origine dal caso di un paziente torinese di 78 anni, la cui stenosi carotidea si è ridotta dal 70% al 55% grazie al trattamento con evolocumab, evitando l’intervento chirurgico. Il successo clinico ha spinto il Mauriziano a estendere la ricerca, aprendo la strada a nuove strategie di prevenzione anche per chi soffre di arteriopatia periferica, condizione che in Piemonte interessa circa 400 mila persone, soprattutto over 80.
Cambia la pratica clinica
Come sottolinea il dott. Musumeci, l’uso precoce degli anticorpi monoclonali anti-PCSK9 è una svolta nella cura delle malattie cardiovascolari. Ridurre il colesterolo LDL e stabilizzare la placca aterosclerotica significa non solo prevenire eventi acuti ma anche migliorare qualità e aspettativa di vita dei pazienti.


