La Rete Nazionale degli Specializzandi in Farmacia Ospedaliera (Renasfo) ha richiamato nei giorni scorsi l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su una situazione di forte criticità che sta colpendo gli specializzandi di area sanitaria non medica.
A seguito di una recente nota del Ministero dell’Università e della Ricerca relativa al bando delle borse di studio destinate agli specializzandi non medici, alcune università stanno procedendo alla sospensione cautelativa dell’erogazione delle borse e, in alcuni casi, alla richiesta di restituzione delle somme erogate.
Limite di reddito
La questione nasce dall’applicazione alle borse di specializzazione della legge n. 398/1989, che vieta il cumulo con altre borse di studio e prevede – nel combinato disposto con decreto interministeriale 19/4/1990 – un limite di reddito personale complessivo annuo lordo di 7.750 di euro per usufruire della borsa.
Nel calcolo rientrano redditi patrimoniali e qualsiasi emolumento di natura ricorrente, sono esclusi quelli occasionali.
Ripercussioni sugli specializzandi
Questa interpretazione normativa sta producendo conseguenze gravi.
In alcuni atenei, infatti, le borse erano già state erogate ma, a seguito dei nuovi chiarimenti ministeriali, è stato richiesto a chi supera il limite reddituale di restituire le somme. Il che genera forte incertezza e preoccupazione tra gli specializzandi.
Le borse di studio destinate agli specializzandi di area sanitaria non medica sono già oggi molto limitate, con importi inferiori a 400 euro mensili, a fronte di tasse universitarie di 2.000 euro annui, in media, oltre ai costi per la formazione e la mobilità.
L’applicazione di un limite reddituale così restrittivo rischia quindi di escludere molti specializzandi dal sostegno economico previsto, rendendo di fatto insostenibile il percorso formativo.
Disparità rispetto agli specializzandi medici
La criticità appare ancora più evidente se confrontata con la situazione degli specializzandi medici, che beneficiano di contratti di formazione specialistica e non sono soggetti ad analoghi limiti reddituali.
Renasfo fa notare che si tratta di una disparità di trattamento tra professionisti sanitari che operano nello stesso Ssn.
Gli specializzandi in Farmacia Ospedaliera svolgono attività fondamentali nella gestione del farmaco, nella sicurezza delle terapie, nella farmacia clinica e nella governance sanitaria, contribuendo al funzionamento delle strutture ospedaliere.
Rendere sostenibile la formazione specialistica non medica
Renasfo chiede un intervento urgente del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero della Salute e delle Finanze per chiarire il quadro normativo e garantire condizioni sostenibili per la formazione specialistica non medica.
In assenza di risposte concrete nelle prossime settimane, la Rete promuoverà iniziative di mobilitazione nazionale, invitando gli specializzandi in Farmacia Ospedaliera a un confronto pubblico a Roma.



