Biopsia liquida nel tumore del colon-retto metastatico e ritrattamento con farmaci anti-Egfr

La biopsia liquida nel tumore del colon-retto metastatico si conferma strumento strategico per guidare le decisioni terapeutiche nelle fasi avanzate di malattia. I risultati dello studio multicentrico Cave-2 Goim indicano che il ritrattamento con farmaci anti-Egfr, selezionato sulla base della profilazione genomica tramite biopsia liquida, può offrire un beneficio clinico significativo in pazienti refrattari alle linee standard.
I dati, pubblicati su Annals of Oncology, aprono nuove prospettive nella gestione della terza linea terapeutica, con implicazioni rilevanti anche per l’appropriatezza prescrittiva e la pratica ospedaliera.
Il lavoro è stato promosso dal Gruppo Oncologico dell’Italia Meridionale (Goim) e l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano ha avuto un ruolo centrale.

La ricerca 

Lo studio Cave-2 Goim è un trial multicentrico che ha sottoposto a un trattamento mirato, sulla base del risultato della biopsia liquida, 156 pazienti con tumore del colon-retto refrattario ad almeno due linee di terapia.
L’obiettivo dello studio è definire se il ritrattamento con farmaci inibitori del fattore di crescita epidermico (Egfr) da soli o in combinazione con immunoterapia può essere un’opzione terapeutica in una popolazione di pazienti con ridotte possibilità di cura.

«Dopo progressione alla prima e seconda linea di terapia, i trattamenti disponibili per il tumore del colon-retto avanzato sono purtroppo meno numerosi e attivi. Caso tipico sono pazienti con tumori senza mutazioni di Ras/Braf, per i quali l’uso di farmaci inibitori dell’Egfr è una delle terapie più efficaci, ma solo in prima linea.

In questo scenario, lo studio Cave-2 Goim ha indagato se, selezionando ulteriormente questo gruppo di pazienti sulla base della biopsia liquida, era possibile trovare cure più mirate. Abbiamo quindi valutato il potenziale ruolo del ritrattamento con un farmaco anti-Egfr (cetuximab), in associazione o meno a un farmaco immunoterapico (avelumab), nel sottogruppo di pazienti che alla biopsia liquida non presentavano mutazioni di resistenza (le alterazioni geniche che permettono ad alcuni tumori di resistere, appunto, anche a farmaci a bersaglio molecolare) a cetuximab.

Abbiamo così scoperto che in questi pazienti la sopravvivenza era notevolmente migliore rispetto ai dati storici delle terapie standard approvate, con grande beneficio clinico e un profilo di tollerabilità favorevole», spiega Davide Ciardiello, medico della Divisione di Oncologia Medica dei Tumori Gastrointestinali e Neuroendocrini dello IEO, primo autore del lavoro.

Stefania Napolitano, dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, ultimo autore del lavoro, fa sapere che lo studio ha dimostrato l’importanza della biopsia liquida che, rispetto a quella solida, è in grado di cogliere tutte le mutazioni e le informazioni sul tumore nella sua crescita e diffusione. 

«Abbiamo dimostrato che il ritrattamento con farmaci anti-Egfr, guidato dal risultato della biopsia liquida con profilazione genomica estesa (con oltre 300 geni valutati), sia associato a risultati promettenti. Infatti, l’uso della biopsia liquida ha consentito di identificare pazienti con tumori negative hyperselected che hanno ottenuto un beneficio significativo dal ri-trattamento con farmaci anti-Egfr, indipendentemente dall’associazione con i farmaci immunoterapici».

Collaborazione tra centri di riferimento

Roberto Bordonaro, presidente Goim, coautore del lavoro, spiega che Cave-2 Goim è stato sponsorizzato dal Gruppo Oncologico dell’Italia Meridionale, grazie alla collaborazione di oltre 20 centri di riferimento per la patologia colo-rettale. «I risultati ottenuti supportano il ruolo chiave della collaborazione tra i diversi centri e la qualità della ricerca accademica italiana nell’offrire nuove opzioni terapeutiche ai pazienti». 

«Il tumore del colon-retto è la seconda neoplasia più frequente in Italia con oltre 48.000 nuovi casi anno e costituisce la prima causa di morte associata a neoplasia nei giovani sotto i 50 anni. Per questo motivo l’identificazione di nuove strategie terapeutiche ha un ruolo fondamentale. E questa ulteriore brillante pubblicazione avvalora la rilevanza del ruolo che la biopsia liquida può avere nel carcinoma del colon metastatico in termini di decisione terapica.

In questo scenario, apprezzo con soddisfazione i rilevanti risultati della collaborazione scientifica tra la nostra Divisione di oncologia medica GI/Net, la Divisione Nuovi Farmaci dello IEO, diretta dal prof. Giuseppe Curigliano e il gruppo Goim. Nello stesso tempo evidenzio con piacere la vivacità scientifica dei giovani ricercatori clinici, come Davide Ciardiello e Stefania Napolitano, e le potenzialità dello IEO nel proporre e coordinare studi traslazionali anche su piattaforme esterne e ben consolidate come quelle dei grandi studi clinici Goim», dichiara Nicola Fazio, direttore della Divisione di Oncologia Medica dei Tumori Gastrointestinali e Neuroendocrini dello IEO, coautore del lavoro.

Prospettive future: lo studio Romance

Cave-2 Goim non è il termine della ricerca. Infatti, come annunciato da Ciardiello, sulla base di questi risultati a breve sarà attivo lo studio Romance, proposto dallo Ieo e condotto in ambito Goim. La nuova ricerca andrà a comparare l’utilizzo del ritrattamento con farmaci anti-Egfr, guidato dalla biopsia liquida, rispetto alla terapia standard come trattamento di terza linea in pazienti con tumore del colon-retto metastatico. 

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