Anticorpo monoclonale contro la sepsi

Un anticorpo monoclonale innovativo capace di bloccare la sepsi è stato messo a punto da un team di ricercatori delle Università della Virginia e del Michigan. I primi test su modelli murini mostrano l’ampio potenziale terapeutico di questo anticorpo, anche contro patologie infiammatorie gravi come la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) e il danno da ischemia-riperfusione spesso riscontrato nei trapianti d’organo.

Bloccare la sepsi

La sepsi colpisce ogni anno fino a 50 milioni di persone nel mondo, uccidendone circa 11 milioni. Pur con i trattamenti disponibili, fino al 40% dei pazienti non sopravvive. L’anticorpo sviluppato dal team guidato dal prof. Jianjie Ma (“A citrullinated histone H3 monoclonal antibody for immune modulation in sepsis”, pubblicato su Nature Communications) è in grado d’intervenire direttamente sul meccanismo immunitario che scatena la sepsi, prevenendo la tempesta citochinica senza sopprimere l’intero sistema immunitario. Il blocco selettivo delle citochine infiammatorie consente il ripristino della corretta funzionalità dei macrofagi, le cellule chiave nella risposta immunitaria.

PEdELISA, un nuovo approccio diagnostico

l team di ricercatori ha messo a punto anche la piattaforma diagnostica PEdELISA, che permette di misurare attraverso una sola goccia di sangue sei citochine in meno di due ore.
Integrando la piattaforma con l’anticorpo monoclonale si può monitorare in tempo reale lo stato immunitario del paziente, facilitandone la gestione e gli interventi terapeutici al fine di evitare complicanze e aumentare le possibilità di guarigione completa.

La nuova visione della sepsi

Lo studio ha permesso d’identificare meccanismi molecolari che nei macrofagi innescano circuiti feedback infiammatori dannosi. L’anticorpo, interrompendo questo meccanismo, apre nuove prospettive per la comprensione e il trattamento della sepsi.
La scoperta, nata dalla sinergia tra ricerca di base, medicina traslazionale e collaborazione industriale, potrebbe ora fare la differenza.

Sepsi e non solo

Aperti nuovi orizzonti non solo nella gestione e nel trattamento della sepsi, ma anche in numerose condizioni infiammatorie e autoimmuni, come diabete, cancro e malattie reumatiche. Il team di ricercatori, coinvolgendo la Virginia Commonwealth University e la UVA Health, si prepara ad avviare un trial clinico finanziato con 800 mila dollari da Virginia Catalyst.

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